Il Napoli vince la Coppa Italia 2020. Miracolo di Gattuso che cancella Sarri

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-di Emanuele Petraca-

Ci sono voluti 90 minuti più i calci di rigore per decretare la vincitrice di questa strana ed emozionante edizione della Coppa Italia Coca-Cola 2020. Napoli-Juventus non è mai una partita come le altre. La rivalità tra le due squadre fa sempre da contorno a storie intense, incroci con il passato e figure destinate a rimanere nella storia. Non è un caso che questa partita era stata sponsorizzata, da addetti ai lavori e non, come la sfida tra Gennaro Gattuso e Maurizio Sarri. Il presente ed il passato del Napoli a confronto e alla ricerca del loro primo trofeo nazionale da allenatori.

Partita dall’alto tasso emotivo che ha coperto e, in parte, giustificato il basso tecnicismo delle squadre in campo, non ancora in forma ottimale dopo lo stop forzato a causa del Coronavirus. Eppure, già nei 90 minuti, l’economia della partita sembrava delinearsi su binari facili da interpretare. Il Napoli ha giocato meglio e, dal punto di vista tattico, ha dominato la partita, imbrigliando il funambolico tridente bianconero e costringendolo a sparare a salve. Gli uomini di Gattuso hanno difeso l’area di rigore in maniera ordinata e hanno sfruttato le ripartenze per sorprendere la Juventus, tenuta a galla da uno strepitoso Gianluigi Buffon. I rigori sentenziano un verdetto giusto e meritato: Dybala e Danilo sbagliano i primi due rigori della “Vecchia Signora”, mentre il Napoli segna tutti e 4 i rigori a disposizione, portandosi a casa il sesto sigillo della propria storia.

Quella di ieri sera, all’Olimpico di Roma, è stata la notte della definitiva consacrazione di Gennaro Gattuso come tecnico del Napoli. La preparazione della partita dei partenopei è di eccelsa fattura e tatticamente gli uomini di Gattuso hanno annichilito la compagine bianconera. La vittoria della Coppa Italia porta la firma del nuovo tecnico che, in una sera, ha cancellato anni di dubbi sul suo operato o sul fatto che potesse allenare ad alti livelli, ma non solo. Gattuso ha preso in mano una squadra sfiduciata, con tanti problemi soprattutto comunicativi, dovuti ad una classifica non consona alle ambizioni e una situazione societaria precaria.

Con Ancelotti è andato tutto male: multe ai giocatori, ritiri disertati, risultati imbarazzanti e tanto altro. Poi l’arrivo di una figura di alto spessore caratteriale e di grande dedizione al lavoro come Gattuso ha riportato luce sul gioco e sulle motivazioni del Napoli, che oggi festeggia il primo trofeo dell’era post-covid. Gattuso, in una notte, è risuscito a cancellare Maurizio Sarri due volte. La prima sul campo, dove i bianconeri sono apparsi imbarazzanti e con pochissime idee tattica; la seconda nella mente dei tifosi partenopei, sedotti e poi “abbandonati” dal tecnico toscano che mai, però, aveva alzato un trofeo nei suoi esaltanti anni a Napoli.

La Juventus e Sarri escono da questa sfida distrutti e ridimensionati. I bianconeri hanno giocato una partita ben al di sotto delle aspettative e non è la prima volta. Si nota una totale assenza di gioco e una totale assenza di idee da parte di giocatori e allenatore. Ieri Cristiano Ronaldo è stato il peggiore in campo non riuscendo a completare alcuna giocata da lui provata. Il centrocampo bianconero è apparso spaesato, sia fisicamente che tatticamente, l’assenza di una punta di ruolo (oltre Higuain indisponibile) si è sentita ed è pesata come un macigno. La scelta di prendere Sarri come allenatore, attualmente, sta portando meno frutti di quelli sperati, specie dal punto di vista tattico e delle motivazioni. Siamo abituati ad una Juve arcigna e invalicabile, che sa quando risolvere le partite. Questa, invece, sembra una Juventus timida ed imbarazzata e che in 180 minuti, non solo non ha fatto nessun gol, ma ha anche tirato pochissimo in porta.

Il Napoli batte la sua rivale di sempre; Gattuso conquista definitivamente il cuore dei tifosi del Napoli. Una finale strana, in cui ha regnato il silenzio degli spalti vuoti, in cui abbiamo visto 90 minuti di pochissimo calcio, ma che alla fine ha premiato la squadra che ha voluto a tutti i costi questo trofeo e che, senza ombra di dubbio, ha meritato la vittoria.

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