Il dr Mario Polichetti (Fials): “No alla chiusura dell’Umberto I, fondamentale per l’Agro nocerino-sarnese”

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Grandi criticità si registrano all’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore a causa della pandemia da  Covid-19 in corso.  Qui, infatti, il virus continua a mietere vittime.Il Sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, e il sindaco di Nocera Superiore, Giovanni Maria Cuofano, chiedono la chiusura dell’Umberto I e la sua sanificazione. Ne parliamo con il dr Mario Polichetti, Responsabile Provinciale Sanità ed Enti Locali Fials.

Vittime e contagi, l’Umberto I diventa un luogo ad altissimo rischio contagio…

L’Ospedale non può essere chiuso perchè ci sarebbe la penalizzazione dell’intero Agro nocerino-sarnese e basso napoletano che gravitano intorno a questa strutture ospedaliera. Le osservazioni dei due sindaci di Nocera Inferiore e Superiore stanno a testimoniare un allarme sanitario e sociale, ma le problematiche vanno riscontrate a monte, non si doveva arrivare a fare dell’Umberto I un focolaio di Coronavirus. Bisognava  creare percorsi assistenziali ad hoc per pazienti sospetti ed affetti da Covid-19, tutto ciò avrebbe evitato la diffusione del virus.

Cosa bisognerebbe fare adesso?

La paventata ipotesi dell’ultimo minuto del trasferimento di tutti i  pazienti  presso la caserma Raffaele Libroia di Nocera Inferiore riqualificata, non avrebbe senso perchè ci sarebbe un vuoto incolmabile in termini di presidio ospedaliero per l’intera area geografica. Va sanificato l’Umberto I a settori, spostando i soli pazienti trasferibili in altri plessi dell’Azienda Sanitaria Locale. Si potrebbe creare, laddove fosse possibile una temporanea sinergia con i vari plessi di quest’ultima presenti al Ruggi, all’Ospedale Da Procida, a Castiglione di Ravello, a Mercato san Severino. In alternativa si potrebbe creare un ospedale da campo,  allestito in prossimità dell’Umberto I,  in attesa della sanificazione della struttura per far rientrare, piano piano, i pazienti a sanificazione effettuata. Bisogna creare dei percorsi contro la diffusione del virus, effettuare screening dei pazienti in entrata, dotare tutti di dispositivi di protezione individuali, ricordando che l’Umberto I non è solo un Covid Hospital ma esistono tante altre patologie da dover curare nel rispetto di tutti.

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