Il boss mafioso catturato dopo 30 anni fa tendenza: un commerciante ne promuove l’outfit; gli affari vanno bene.

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La realtà supera la fantasia. A Napoli spopola l’outfit di Matteo Messina Denaro al momento dell’arresto. Si cerca cioè di emulare il boss mafioso trovato dopo ben 30 anni di latitanza,  responsabile della morti più efferate.

“È la nuova moda che sta spopolando tragicamente in questi giorni” scrivono Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra e il conduttore de la Radiazza Gianni Simioli.

“Persone che vanno in giro indossando l’outfit di Matteo Messina Denaro, il boss mafioso catturato in questa settimana dopo 30 anni di latitanza. Addirittura un commerciante napoletano fa video promozionali promuovendo il Messina Denaro Style. E gli affari vanno bene. Ci hanno inviato foto di sempre più persone vestite come il capomafia al momento dell’arresto, cappellino di lana, giubbotto e pantalone marrone. Sono tanti i negozi che, stando alle segnalazioni, avrebbero messo in vendita i vari capi di abbigliamento per assomigliare a Messina Denaro.

Alcuni stanno promuovendo capi simili anche per bambini. Un fenomeno aberrante che fa accapponare la pelle.

Come si può solo pensare di imitare o idolatrare un boss sanguinario che ha causato la morte di centinaia di persone compresi i bambini? Una mancanza di rispetto verso tutte le vittime della mafia e le loro famiglie.

Quello che dovrebbe essere un motivo di vergogna, diventa invece tendenza, è assurdo. Un caso che, però, fa capire come mai il boss è rimasto nascosto nella sua Sicilia per decenni senza mai essere individuato, coperto da una fetta di popolazione che sostiene a spada tratta la mafia e la criminalità organizzata in generale. L’ennesima vergogna a cui siamo costretti ad assistere.

I commercianti che abbiamo contattato si sono giustificati affermando che il boss fa tendenza e vende come tanti criminali prima di lui. Le vittime e gli eroi come Falcone, Borsellino o Giancarlo Siani invece non hanno mai fatto tendenza. Una tragedia sociale”.

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