Fratte: Fiaccolata lungo via della Partecipazione, fino alle Fonderie Pisano

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I residenti chiedono alle istituzioni la delocalizzazione della struttura.

Dopo i quindici giorni di sospensione dell’attività produttiva, non ci stanno i residenti di Fratte e chiedono la delocalizzazione dell’azienda metallurgica Pisano che ritengono causa di svariati casi di neoplasie.
Manifestano così, con una fiaccolata organizzata dal comitato “Salute e Vita”. Erano quasi duecento le persone che ieri sera hanno sfilato, uniti in una marcia luminosa, dalla Chiesa di S. Maria dei Greci fino alle Fonderie. Qui, innanzi ai cancelli, vi è un presidio permanente di manifestanti con tanto di tenda, contro la riapertura della struttura.
Martina Marraffa è la neurologa ventinovenne salernitana divenuta, ormai, simbolo di questa lotta. Contro la volontà della sua famiglia ha dato vita a quel presidio tanto discusso innanzi ai cancelli della Fonderia. Dieci i casi di tumore solo tra i suoi conoscenti e familiari, tutti residenti proprio in Via della Partecipazione, divenuta ormai per tutti “Via della Morte”. Tra freddo, stanchezza e rabbia, ha iniziato il suo presidio il 10 marzo: una tenda,un materasso, coperte, per “una battaglia civica e non di partito” come ha chiarito più volte . Sostenuta da attivisti, esponenti del Movimento 5 Stelle, gente comune, studenti, la neurologa, armata di coraggio, lotta per tutti, continuando ad attendere che le istituzioni prendano a cuore il dramma che si consuma quotidianamente, dove a rischio c’è la salute pubblica oltre, ovviamente, ai posti di lavoro. Tra gli altri, erano presenti ieri sera alla fiaccolata l’ Associazione Legambiente, Italia Nostra, i grillini Nicola Provenza e Oreste Agosto, l’esponente di centro destra Gaetano Amatruda, il parroco don Marco Raimondo.
Era la prima metà dell’800 nel Regno delle Due Sicilie quando le Fonderie Pisano iniziarono a realizzare fusioni di ghisa e bronzo. L’impianto nacque nel 1900 nel comune di Baronissi e si trasferì, poi, nei pressi della stazione ferroviaria di Salerno, per essere collocata nel quartiere Fratte nel 1961. Ritenuta nel 2007 responsabile di danni ambientali e biologici, sottoposta a ricorsi giudiziari, è oggi un problema serissimo per i residenti della zona.
“Via della morte”, dunque, dove i tumori, sono troppi, dove, tra neoplasie benigne e maligne, la gente è stanca ed ha paura. Attende risposte.
180.000 metri quadri, 30.000 coperti, 5000 di piazzali asfaltati, 100.000 metri quadri a verde per le espansioni future, questa la realtà della struttura delle fonderie, ma fumo e fuliggine, presente sul bucato steso al sole, sarebbero i killler silenzioso che ammazzano l’aria e la vita.
Si continua a vivere attendendo che la Regione Campania organizzi un tavolo tecnico per delocalizzare la struttura. Ma si può vivere con questo incubo che inghiotte i giorni di tutti?

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