Coronavirus: da Wuhan tornano oggi 67 italiani con un volo speciale

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Oggi 67 cittadini italiani, provenienti da Wuhan, saranno rimpatriati. Sarà il volo speciale dell’Aeronautica militare con il Boeing-767A, organizzato per l’occasione anche per il trasporto medico d’urgenza, con medici, infermieri, infettivologi e barelle e attrezzature nella stiva. Tutta l’operazione è affidata alla Farnesina ed all’Enac.

I 67 italiani, infatti,  tornano in Italia, ma non a casa perchè arriveranno all’aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino Roma, senza poter riabbracciare i loro cari. I 67 italiani hanno infatti un comune denomitatore: affetti da CORONAVIRUS 2019-nCoV per cui saranno adottate tutte le misure necessarie per evitare il rischio di eventuale contagio.Sarà allestita un’area biocontenimento nelle tende militari poi sarà allestita una struttura ad hoc nel Centro Olimpico della cittadella militare della Cecchignola.

Il panico si diffonde: 14000 persone contagiate nel mondo. 305 morti.443 le persone dimesse.  A Wuhan, 9 milioni di abitanti sono dovuti andare incontro a drastiche misure per contrastare il virus; in ogni nucleo familiare vi era solo una persona che poteva uscire per i beni di prima necessità. La cittadina è stremata dalla quarantena. Un uomo, contagiato, rivoltosi all’ospedale che non lo ha accolto, ha preferito suicidarsi, impiccandosi ad un cavalcavia, che tornare a casa e contagiare la famiglia. Nelle Filippine il primo decesso fuori Paese.

Un caso mondiale di lentezza di ordini, comunicazioni annebbiate. Sembra che anche la macchina dell’OMS si sia mossa, infaftti, troppo lentamente se si pensa che il primo caso risale all’8 dicembre. Soltanto dopo  il 31 dicembre la comunicazione sarebbe arrivata all’OMS di Ginevra. Ecco che la “misteriosa polmonite” diviene improvvisamente notizia di cronaca, delle più tristi.

Intanto, è proprio in Italia che è stato isolato il virus, dopo che la Cina ci era arrivata dieci giorni fa, senza voler mettere a disposizione l’obiettivo raggiunto. Si aprono spazi per test e ricerche.  Il coronavirus è sbarcato così anche in Italia attraverso due cittadini cinesi arrivati qui il 23 gennaio con un gruppo di connazionali. I coniugi hanno soggiornato in Capitale presso l’Hotel Palatino e restano confinati allo Spallanzani di Roma,  Istituto Nazionale per le Malattie Infettive, mentre risultano negativi tutti i membri del gruppo a cui appartenevano, i dipendenti dell’albergo romano, l’autista dell’auto a noleggio che ha condotto i coniugi cinesi, provenienti da Wuhan, da Parma a Firenzre.

Sospese le concessioni dei visti d’ingresso dalla Cina per l’Italia, restano quelli concessi dai consolati per motivi gravi. Lo Stato d’emergenza del Governo italiano prevede 5 milioni di euro stanziati dal Capo della Protezione Civile. Nascono regole di ogni tipo che riguardano i controlli da effettuare negli aeroporti, potenziamento delle Forze dell’Ordine. Protocolli vengono decisi per la durata della chiusura dei voli da e per la Cina; per  screening, misurazione della temperatura, visite in caso dei sintomi influenzali che saranno effettuate negli aeroporti. Lo Spallanzani di Roma, dunque diviene centro dove far confluire eventuali malati o dove effettuare test di verifica.

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