Carburante: maxi frode fiscale a Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L’Aquila, Mantova, Milano

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Frode fiscale , auto di lusso e reddito di cittadinanza-

Dalle prime ore di questa mattina, oltre 200 militari della Guardia di Finanza stanno procedendo, nelle province di Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L’Aquila, Mantova e Milano, a circa 40 perquisizioni e all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 128 milioni di euro.

Gli interventi riguardano persone fisiche e società a vario titolo coinvolte in gravi frodi fiscali
connesse al contrabbando internazionale di prodotti petroliferi, nonché in condotte di
autoriciclaggio ed intestazione fittizia di beni.

Le indagini hanno ricostruito, in particolare, l’attività di due distinte associazioni criminali,
radicate nell’Agro nocerino-sarnese, dedite alla commercializzazione di carburante
adulterato, importato dall’estero eludendo il pagamento delle imposte.

Nell’ambito di una attività d indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, diretta dal Procuratore Dott. Antonio Centore, oltre 200 militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione, nelle province di Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L’Aquila, Mantova e Milano, ad ordinanze di misure cautelari personali e a sequestri preventivi di somme di denaro ed altri beni per oltre 128 milioni di euro nei confronti degli indagati e delle società coinvolte in gravi frodi fiscali connesse al contrabbando internazionale di prodotti petroliferi,  nonché in condotte di autoriciclaggio ed intestazione fittizia di beni.
Le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Roberto Lenza, hanno ricostruito l’attività di due distinte associazioni criminali radicate nell’Agro nocerino sarnese dedite alla commercializzazione di carburante adulterato, importato da diversi Paesi esteri eludendo il pagamento delle imposte.
Già a partire dal 2018, gli approfondimenti della Guardia di Finanza avevano consentito il sequestro di 13 auto cisterne con oltre 500.000litri di prodotto petrolifero di contrabbando e l’arresto inflagranza di n. 4 soggetti.
In particolare, alla luce delle risultanze investigative, il G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di altri 4 promotori ed organizzato di una delle due associazioni per i quali è stato ravvisato il pericolo concreto edattuale di reiterazione dei reati, nonché emesso, nei confronti di n. 32 società riconducibili alle organizzazioni criminali, misure cautelari reali per oltre 128 milioni di euro, pari all’
ammontare delle imposte evase (IVA,accise, IRES e IRPEF).
All’ esito delle perquisizioni di questa mattina, sono stati vincolati, tra Lombardia, Abruzzo, Lazio, Campania e Basilicata, n. 27veicoli commerciali utilizzati per il trasporto dei carburanti, nonché quote societarie, i compendi aziendali di9 italiane e 2 estere)2  depositi commerciali, 10 impianti di distribuzione, un’imbarcazione di lusso. Gli accertamenti sono stati avviati verso la fine del 2017,a seguito di alcune anomalie emerse in merito ad un traffico di carburante proveniente dall’Est Europa, venduto in Italia sfruttando meccanismo fraudolento.
Nello specifico, secondo quanto ricostruito dagli indagati, nell’arco di soli due anni (tra
2018 ed il 2019), avrebbero “importato” illegalmente da fornitori ungheresi, croati e sloveni oltre 20 milioni di litri di “olio anticorrosivo e preparazioni lubrificanti, prodotti naturali alle accisee, in linea con la normativa comunitaria, nemmeno al monitoraggio del loro trasporto Sul piano cartolare, il percorso  seguito, era invece molto più tortuoso ed articolato
Dopo essere state sottoposte in una base logistica in Slovenia ,ad un processo di adulterazione che e rendeva idonee alla carburazione le partite di merce venivano caricate su autocisterne dirette in Italia, scortate da documentazione fiscale del tutto falsa, che gli autisti avevano cura di distruggere non appena varcata la frontiera, sostituendola con quella di accompagnamento specificamente prevista per coprire il restante tragitto nel territorio nazionale (attestando il trasporto di gasolio per autotrazione ad imposta assolta)
Cautela adottata per superare gli eventuali controlli su strada della Guardia di Finanza:
i carichi irregolari proseguivano infine verso un deposito petrolifero dell’hinterland milanese
hub di distribuzione attraverso il quale le partite di carburante venivano immesse tranquillamente in consumo presso distributori all’ingrosso e tramite la rete delle cc.dd. “pompe bianche” (o“no logo”), gestite da membri delle associazioni o comunque da società clienti.
Nel porre in essere le diverse condotte fraudolente che solo diaccise, hanno determinato complessivamente un’evasione fiscale di oltre 11 milioni di euro, le associazioni si avvalevano anche di società “di comodo”, imprese prive di qualsiasi consistenza economica, struttura operativa o personale dipendente, il cui compito era solo quello di farsi carico dell’IVA derivante dalle vendite, senza poi adempiere ai conseguenti obblighi di versamento
Una perdita per il Fisco  quest’ultima, ancora più grave, quantificata in quasi 99 milioni di euro, tenuto conto anche dei riflessi derivanti dalla ricostruzione delle posizioni fiscali dei vari soggetti economici coinvolti. Ed infatti, le “cartiere” apparentemente attive in
sedi dislocate in tutto il territorio nazionale ed intestate a soggetti prestanome, erano inserite in un più complesso meccanismo di frode “carosello”, finalizzato al
l’emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti che garantiva la creazione di “schermi” tra i punti di approvvigionamento del prodotto petrolifero ed i reali utilizzatori, i quali, “risparmiando” sul pagamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto, potevano poi praticare un prezzo di rivendita più competitivo. Per avere un’idea di quanto sia stato lucroso il meccanismo messo in piedi basta considerare che, per ogni litro di gasolio
venduto ad un prezzo medio “alla pompa” di 1,50euro, gli indagati ottenevano un indebito “risparmio” di circa 27centesimi di IVA e 60 di accise, per un totale diquasi90 centesimi al litro di imposta evasa.
Nel tempo, gli éscamotage sono stati anche adeguati ai mutamenti normativi nella disciplina sugli acquisti di carburante. Ne è una prova l’accorgimento adoperato per eludere la responsabilità “in solido” nell’assolvimento dell’IVA
introdotta nel 2018a carico dei depositi fiscali. In quell’ occasione, gli associati hanno iniziato a far uso di “lettere d’intento” false dichiarando fittiziamente il possesso della qualifica di “esportatori abituali” per continuare ad acquistare gasolio senza il pagamento dell’imposta.
Nell ambito della presente inchiesta, le indagini patrimoniali e l’analisi delle segnalazioni per operazioni sospette pervenute dagli istituti bancari hanno consentito di monitorare i rilevanti profitti conseguiti dai sodalizi sistematicamente trasferiti alle proprie società estere
(vere e proprie “casseforti”) per impedirne la tracciabilità, ovvero reimpiegati nel territorio nazionale per l’acquisizione di quote societarie, impianti di stoccaggio e di distribuzione di prodotti energetici.
In un biennio sono stati effettuati investimenti in depositi per oltre 3 milioni di euro Si tratta, nel complesso, di manovre finanziarie importanti, che hanno contribuito alla realizzazione di un’ economia illecita “circolare” mediante la quale i confini commerciali
del network criminale si sono estesi fino al Potentino all’Abruzzo e alla Lombardia, accumulando ricchezze che gli associati non mancavano di ostentare.
Ne sono un esempio le auto di lusso del tipo Lamborghini e Porsche, rigorosamente intestate a proprie società estere, sfoggiate in occasione delle inaugurazioni dei distributori di carburante via via acquistati Peraltro, cinque de gli indagati reimpiegando i proventi delle attività illecite all’estero e risultando a tutti gli effetti privi di qualsiasi fonte reddituale, hanno potuto pure presentare la domanda per il reddito di cittadinanza.
Per neutralizzare le molteplici ed articolate manifestazioni illecite delle due organizzazioni la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e la Guardia di Finanza hanno sviluppato un complesso filone investigativo, impiegando tutti gli strumenti tipici della polizia economico finanziaria quali, ad esempio, accertamenti bancari, analisi di segnalazioni di operazioni sospette, mutua assistenza amministratva con gli organi collaterali esteri, incrocio delle risultanze delle banche dati.
Nonostante le difficoltà sottese al carattere transnazionale dei reati contestati che hanno reso più insidioso l’ accertamento dei fatti di frode emersi, le indagini hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico di n. 59 indagati e di arginare un fenomeno illecito fortemente distorsivo degli equilibri concorrenziali del mercato dei carburanti.
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