Blitz alle prime luci dell’alba: scoperto sodalizio criminale tra il Vallo di Diano, Biella, Somma Vesuviana, Satriano

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Dalle prime luci dell’alba di oggi, martedì 28 settembre,  su Delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Salerno, è stata data esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare e precautelare  emessa dal GIP di Potenza nei confronti di 30 indagati, ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacente, nonchè di detenzione, cessione e vendita delle stesse.

Il sodalizio criminale aveva la sua base operativa nel  Vallo di Diano per poi estendersi a Biella, Somma Vesuviana, Satriano (PZ)

Le indagini.I provvedimenti restrittivi scaturiscono da una complessa attività investigativa  coordinata dalla DDA di Potenza, la cui competenza territoriale comprende anche parte della provincia di Salerno, e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Sala Consilina. Si è così arrivati a scoprire l’esistenza di una organizzazione formata per lompiù da residenti nel Vallo di Diano che gestiva un vasto traffico di ingenti quantitativi di cocaina, marijuana e hashish.

La base logistica dell’organizzazione era dislocata ad Atena Lucana, dove il promotore del sodalizio, Paladino Pietro e la sua convivente, Gerarda Soccadato, coordinavano il traffico di sostanze stupefacenti all’interno di un bar, realizzando le consegne. Le indagini hanno consentito di monitorare “in diretta” l’operatività dell’organizzazione , il suo modus operandi, i canali di approvvigionamento, i luoghi di stoccaggio dello stupefacente, le fasi di acquisto e vendita di quest’ultimo e gli acquirenti. Si è potuto rilevare dunque, che lo stupefacente cocaina veniva fornito al gruppo criminale da un pregiudicato residente nell’area vesuviana, la fornitura di marijuana era di competenza di un incensurato, Petrosino Vincenzo residente a Sala Consilina, con rifornimenti di un Kg alla volta.

Si è poi accertata l’esistenza di un altro sodalizio criminale di pusher, collegato al primo, che è stato raggiunto da un Decreto di Fermo. Questi rappresentavano una realtà indipendente e  si occupavano della cessione di cocaina nel centro della città dove occultavano la sostanza stupefacente nei fori ricavati nei muri di alcune abitazioni del centro storico dove esistevano delle vere e proprie vedette che segnalavano l’ingresso delle auto di servizio dei carabinieri nel centro storico.

Nell’ambito delle indagini si è potuta evidenziare la prudenza e la  scaltrezza usata per evitare di essere intercettati: gli indagati indicavano le quantità di stupefacenti facendo riferimento al numero di maglia di calciatori famosi.

Sono  state sottoposte a sequestro preventivo il bar in questione ed alcune autovetture presumibilmente utilizzate per finalità illecite, tutte riconducibili al principale indiziato. Sequestrati, infine, circa 10 kg di sostanze stupefacenti tra cui cocaina, marijuana e hashish.

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