Baronissi: inaugurata la sede AVIS, già raccolte 70 unità di sangue

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A meno di 24 ore dalla costituzione del “Gruppo donatori AVIS Città di Baronissi” presso la sede della protezione Civile in via Ferreria 38, a Baronissi, sono state già raccolte ben 70 unità di sangue. E’ iniziata dunque la raccolta di sangue con l’autoemoteca del SIT dell’Aziend a Ospedaliera di Salerno.

“Un ringraziamento” ha affermato il direttore generale AVIS Comunale di Salerno, Luigi Amoroso, “è doveroso rivolgerlo a chi con spirito di sacrificio ha creduto in questa iniziativa no profit, richiesta dall’AVIS di Salerno e subito compresa dagli organi Comunali; iniziativa aperta a tutti coloro che intendono operare con spirito solidaristico.”
Appena il 22 ottobre è stata inaugurata la sede AVIS di Baronissi, “una cerimonia sobria ma intensa di significato sociale dove è stato evidenziato che “I donatori di sangue sono sempre in prima linea e pronti ad aiutare chi ha bisogno di loro”ha affermato Amorso. ” Il donatore periodico è una persona che con il suo stile di vita aumenta la sicurezza trasfusionale. La costituzione di un gruppo di donatori nella Valle dell’Irno vuole essere una spinta ad una maggiore presenza sul territorio per una sensibilizzazione più capillare al “problema sangue” ed alla diffusione della “cultura del donare”.
Ciò che il direttore Amoroso sottolinea è che la donazione è un gesto dii responsabilità e solidarietà che ognuno può compiere, in totale sicurezza. “Il donatore non è un eroe ma è un cittadino responsabile e consapevole.
L’AVIS è una grande famiglia di soci e di dirigenti associativi che si prodigano per assicurare nuovi donatori per promuovere la chiamata alla donazione responsabile e mirata, insomma per garantire l’autosufficienza non solo nel proprio paese ma in tutta la Regione; occorre quindi che tutti i donatori promuovano con forza una azione verso amici e familiari a donare ed a farlo con maggiore frequenza e ad interessare “i giovani”.
Sappiamo che il “passaparola” è il mezzo più efficace, usiamolo con decisione, non si abbia timore a parlarne a scuola, al lavoro, agli amici. Non siamo noi a chiederlo ma sono gli ammalati. Di questo bisogna che si facciano carico anche la Regione, il CRS, i quali dovrebbero sentire questo problema ed adoperarsi affinchè possa essere continuato e concluso il ciclo delle verifiche delle strutture per la idoneità alla raccolta di sangue. L’AVIS di Salerno aspetta questa verifica, della struttura fissa e mobile, da oltre due anni e la Regione continua a “dormire”, ad “essere latitante” non rendendosi conto di quanto danno crea alla comunità ed agli ammalati. Iniziative come quella di Baronissi dovrebbero diffondersi a macchia d’olio”.

Claudia Izzo

Salerno 23 ottobre 2016

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