Amatrice: ancora dolore

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31enne suicida per i tagli per la ricostruzione –

Si è impiccato nel suo appartamento, Adriano Pieretti, a Camerino, luogo che il Governo ha pensato bene di escludere dal decreto varato per i fondi per la ricostruzione, dopo il terremoto del 24 agosto.
Non ce l’ha fatta a reggere vedendo la sua cartolibreria in crisi di vendite con le scuole chiuse dopo il terremoto e gli alunni trasferiti altrove; con un mutuo sulle spalle e vedendo la sua fidanzata senza lavoro per il danneggiamento del negozio di estetica in cui lavorava. L’impossibilità di vedere uno spiraglio ha condotto questo giovane uomo, con un futuro innanzi, a vedere solo buio, avvolgente, penetrante, dilaniante.
Si è suicidato. Nessuno avrà capito la profonda rabbia dello sfogo postato su facebook, due giorni prima della sua morte, contro un’Italia che tagliava la sua zona dai fondi, eppure il borgo marchigiano presenta danni ingenti. “Che dire… ho la ragazza che dal 24 agosto non lavora per il negozio distrutto, con un mutuo dietro, e questi pagliacci ci hanno messo fuori. E’ proprio un’Italia di m…”.

Intanto, sui monti di Amatrice si inizia a posare una candida neve che annuncia il freddo e sembra voler addormentare il dolore. Ma “il dolore è immenso” come afferma Dario Vassallo, il dermatologo di origini salernitane che ad Amatrice lavorava da ben undici anni, andandoci ogni martedì, ma che dal 24 agosto è stato trasferito a Rieti. ” E’ difficile pensare a quante perdite umane ci siano state” ha commentato il dottore Vassallo, “la caposala Rita, la figlia incinta di quattro mesi, il marito, tanti visi noti, persone che vedevo, che incontravo. Improvvisamente solo dolore. Sono 298 i morti, circa 150 erano miei pazienti. Mi sono sentito coinvolto: ho contattato Franco Vitale, il sindaco di Rosolina, in provincia di Rovigo e l’amministrazione di San Possidonio in provincia di Modena.Attivandomi con il personale dell’ospedale siamo riusciti a mettere a disposizione 5-7 roulotte per alcune famiglie terremotate. Con una raccolta di fondi si è arrivati a decine di migliaia di euro che saranno consegnate alla presenza della Guardia di Finanza”.

Storie di solidarietà e di dolore, storie di lutti e di tragedie familiari, difficili persino da raccontare, perché, nulla potrà essere come prima nel comune di Amatrice, in quel borgo ridente, famoso per la sua pasta e per la sua bellezza, che dovrà lottare con i ricordi, con i problemi della ricostruzione, emotiva ed edilizia e con l’inverno che, ormai, bussa alle porte di abitazioni crollate.

Claudia Izzo

 

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