Aggredì e derubò il parroco di Fisciano, arrestato un albanese.

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Smascherato dopo quattro mesi-

Grazie ad una lunga attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno e della Stazione di Baronissi, è stato arrestato il giovane albanese che lo scorso dicembre aggredì e derubò il parroco di Fisciano. Si tratta di Ardit Jakimi, nato in Albania nel 1992 e domiciliato a Napoli, ritenuto responsabile dei reati di rapina aggravata, lesioni personali, sequestro di persona, detenzione illegale di armi comuni da sparo, nonché porto di oggetti atti ad offendere.

Era il 19 dicembre alle ore 20,30 quando il parroco della chiesa di Sant’ Anna di Fisciano, uscendo dalla canonica fu spinto nuovamente nella struttura da due uomini, uno armato di pistola, l’altro di cacciavite di grosse dimensioni. Malmenato, colpito con calci e pugni, il parroco fu costretto a rivelare loro dove fosse il denaro della casa parrocchiale. Non soddisfatti i due malviventi imbavagliarono il malcapitato con nastro da imballaggio e gli coprirono il volto con un accappatoio in modo da immobilizzarlo, per chiuderlo poi, nel bagno della sacrestia. Minacciato con la pistola il parroco, riuscirono, indisturbati, a fare razzia di oggetti sacri di valore per poi fuggire.

Il parroco fu soccorso ore dopo da un parrocchiano e portato al Pronto Soccorso.
In canonica fu recuperata, dopo la rapina, la pistola usata dal pregiudicato, una calibro 6,35, completa di caricatore e 5 colpi, oltre al nastro adesivo da pacchi e l’accappatoio utilizzato per immobilizzare il sacerdote.

Il giovane, noto alle forze dell’ordine, si trovava già presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale, per un provvedimento analogo di custodia cautelare eseguito dai Carabinieri di Casoria, nel gennaio scorso, per una rapina che aveva commesso in quel territorio, con l’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco. Dopo una lunga attività investigativa ieri, nei confronti di Ardit Jakimi è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Nocera, su richiesta della Procura locale .

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