A Napoli murales dedicato al baby rapinatore. Borrelli:” L’omaggio al crimine non rimosso è un’offesa per i napoletani onesti”

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I murales che ritraggono i boss sono da sempre motivo di grande tensione. Da una parte un potere che continua a spadroneggiare al di là delle sentenze, dall’altra parte  le persone oneste che chiedono l’osservanza delle leggi e delle sentenze
“La legge non è uguale per tutti a quanto pare. Il murales abusivo dedicato al baby rapinatore Ugo Russo non solo dopo la sentenza del Consiglio di Stato non è stato rimosso ma a quanto ci risulta ci sarebbero minacce nel quartiere per evitare che sia eliminato. D’altronde da tempo quel sito è diventato meta di camorristi e mafiosi che vanno in “pellegrinaggio” davanti al volto del giovane delinquente morto mentre tentava di fare una rapina per affermare i loro disvalori anche con video su tiktok.
Neanche il pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini ha mai ricevuto un solo euro per pagare i danni causati da amici e familiari che lo sfasciarono con violenza dopo la morte del giovane. Danni che ha pagato la collettività, come sempre la collettività mantiene la famiglia di Ugo Russo composta da noti pregiudicati che vivono con il reddito di cittadinanza.
In galera invece si trovano parenti e amici che andarono a fare una stesa fuori alla caserma dei carabinieri Pastrengo come risposta alla morte di Russo.
La domanda che si pongono le persone perbene, le vittime e chi vive nella legalità a Napoli è una sola: perchè ai criminali viene permesso tutto compreso di vivere alle spalle della società, di sfasciare gli ospedali, di sparare contro le caserme e di ergere “monumenti” in omaggio alla delinquenza mentre chi riga dritto nella migliore delle ipotesi viene ignorato o considerato un fesso?
Il comune deve imporre la rimozione del murales a spese di chi lo ha realizzato facendo capire una volta e per tutte che a Napoli il crimine non paga e non comanda” dichiara il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli che ad Aprile inizierà pure un processo contro il padre di Ugo Russo per le gravi minacce che lo stesso ha fatto negli anni contro l’esponente politico che si è sempre battuto contro la beatificazione del crimine.

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