83 cartelle cliniche riesaminate e 5 autopsie: alla Casa di Cura Tortorella di Salerno “omicidi colposi”

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Arresti domiciliare in data odierna per il dott Carmine Napolitano, primario del Reparto di Unità funzionale di Chirurgia Generale e Chirurgia oncologica presso la Casa di cura Tortorella s.p.a. dal 2017  e misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’ufficio di medico e dalla sospensione dell’esercizio della professione presso qualsiasi struttura sanitaria pubblica o convenzionata nei confronti del dr Clemente Marco, medico chirurgo presso il medesimo stabile.

Le indagini, condotte dalla Procura di Salerno e dai militari della Compagnia Carabinieri di Salerno, iniziate nel 2018, sono scattate a causa dell’anomalo incremento di decessi verificatasi nei mesi successivi all’assunzione dei due medici presso la nota struttura convenzionata. Le accuse riguardano plurimi omicidi colposi commessi tra il 12 novembre 2017 ed il 25 marzo 2018.

Ciò che è emerso è ” uno spregiudicato modus operandi del neo assunto chirurgo” che, insieme alle escussioni di alcuni medici che lavoravano presso la stessa struttura, ha portato ad ulteriori accertamenti istruttori. Ad emergere era dunque: l’anomalia dei decessi nel dato periodo, l’aumento dei ricoveri per alta specificità chirurgica secondo un andamento crescente successivo alla presenza del nuovo direttore di reparto, adombrando motivazioni di profitto.

Sono così state effettuate 5 autopsie  sulle salme appartenenti ad alcuni pazienti decedute e sono passate al vaglio dei consulenti tecnici nominati dal PM ben 83 cartelle cliniche di pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, venendo analizzata la corresponsione tra la patologia diagnosticata e quanto risultava dagli esami istopatologici dei raparti, appositamente sequestrati e riesaminati. Ciò che è emerso è una vantaggiosa scelta politica  aziendale che non coincideva con la finalità di miglioramento delle prestazioni sanitarie volte alla tutela della salute del paziente.

Sono state poste in dubbio l’effettiva capacità del chirurgo e della sua equipe, in particolare del suo assistente, il più giovane chirurgo Marco Clemente a cui viene riconosciuto un ruolo attivo e codecisionale nella scelta  ed attuazione dei trattamenti terapeutici.

Imprudenza e superficialità hanno dunque caratterizzato gli 83 casi esaminati, elementi presenti già in fase di valutazione e accertamenti prodomici alla scelta chirurgica: si è notato da subito carenza documentale della cartella clinica, insufficiente approfondimento anamnestico, errata diagnosi di patologie oncologiche in realtà non esistenti o trattabili con opzioni terapeutiche meno demolitive e rischiose.

Violati anche, reiteratamente, gli specifici protocolli di sala operatoria con imprudenza mantenuta anche nelle fasi successive all’esecuzione di interventi chirurgici ad alta percentuale di rischio di complicanza post operatoria.

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