Rapina al Patronato ENASC : fermato un salernitano come indiziato.

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Grazie all’ incalzante azione investigativa della Squadra Mobile di Salerno, protrattasi dalla sera di venerdì alla notte scorsa, è stato fermato come indiziato un uomo per la rapina avvenuta in via Scaramella. Interrogato nella notte, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere innanzi alle contestazioni mossegli dall’ Autorità Giudiziaria. Era la sera del 19 febbraio scorso quando, un uomo, si è introdotto nel CAF ENASC, minacciando la titolare con una pistola per ottenere gli incassi. La donna, 36enne al sesto mese di gravidanza, ha tentato di opporsi e, strattonata, è stata ferita da un colpo di arma da fuoco, di striscio, alla tempia. Nella notte scorsa la Squadra Mobile ha eseguito un decreto di fermo d’indiziato di delitto, per i reati di tentato omicidio, porto in luogo pubblico di arma comune da sparo e rapina. Le indagini condotte hanno reso possibile l’identificazione dell’uomo che risulta essere un cinquantenne, disoccupato, residente a Salerno. Secondo le ricostruzioni l’uomo, consumata la rapina, si è allontanato repentinamente per le vie del centro, adiacenti al Lungomare, per poi fare ritorno presso la sua abitazione, nei pressi della stazione ferroviaria. E’ stato grazie al sistema di videosorveglianza, di pertinenza di alcuni esercizi commerciali, che gli investigatori hanno potuto ricavare un’immagine nitida del rapinatore, i suoi spostamenti mentre cerca di nascondersi tra la gente, entrare all’ interno di un bar ubicato sul Lungomare per togliersi il giaccone blu che indossava al momento della rapina, per non essere intercettato dagli agenti di Polizia, intenti ad accorrere sul luogo del fatto.
Nel corso della perquisizione domiciliare dell’uomo fermato, sono stati rinvenuti indumenti identici a quelli utilizzati dal rapinatore al CAF, e sono state riscontrate macchie rosse sui pantaloni, tali da rendere necessari accertamenti scientifici per verificare se si tratti di tracce ematiche umane. In questo caso sarà l’Autorità Giudiziaria a disporre l’estrazione del profilo genetico per verificarne la compatibilità con quello della vittima.

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