1 settembre 1939, scoppia la Seconda Guerra Mondiale

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Il primo settembre del 1939 la Germania nazista aggrediva la vicina Polonia, dando inizio alla sua invasione ed innescando così la miccia del secondo conflitto mondiale.

Una ecatombe in cui persero la vita dai settanta agli ottanta milioni di persone. Una tragedia senza precedenti. Un incendio che avviluppò non solo l’Europa stessa, ma anche gli imperi coloniali allora ancora esistenti.

Le conseguenze di quel conflitto furono così terribili che indussero, successivamente, i principali paesi a modificare il governo del mondo, basandolo sulla cooperazione internazionale e dichiarando, almeno sulla carta, l’illegalità della guerra.

Si può affermare, senza tema di smentita, che il seme della seconda guerra mondiale fu gettato alla fine della prima guerra, alla stipula dei Trattati di Versailles.

In quegli accordi, soprattutto per volontà dei francesi, furono imposte alla Germania delle condizioni estremamente dure, praticamente punitive. A causa di tali condizioni la Germania si ritrovò economicamente prostrata e politicamente umiliata. Questo stato di cose e la grave crisi del marco degli anni ’20 favorì l’avvento di movimenti politici populisti e ultranazionalisti come il Partito Nazionalsocialista di Hitler. Questi dopo alcune difficoltà iniziali, riuscì a concentrare nelle proprie mani tutto il potere politico e ad ottenere un enorme seguito popolare. Iniziò così a mettere in atto una politica espansionistica e ad avviare un riarmo molto spinto. Le giustificazioni ideologiche che portava in appoggio a tale politica era basato sulla teoria della superiorità della razza ariana e sulla necessità di uno spazio vitale tedesco, il cosiddetto Lebensraum. A ciò si sommavano esigenze pratiche quali la necessità di manodopera a basso costo per alimentare l’enorme economia di guerra approntata dal nazismo. Quanto ai metodi per assicurarsi la supremazia Hitler non andava tanto per il sottile, adottò la criminalizzazione delle sinistre e fece ricorso alle purghe per mettere a tacere gli avversari interni. Fu in questo più determinato ed efficace di Mussolini che pure era stato il suo maestro.

Col passare del tempo si venne a determinare una contrapposizione tra i regimi fascisti e quelli democratici. La prima occasione di confronto fu data dallo scoppio delle guerra civile spagnola del 1936. In quel conflitto Hitler e Mussolini appoggiarono la ribellione del generale Francisco Franco, mentre in soccorso della repubblica accorsero migliaia di volontari da tutto il mondo, appoggiati dalla Unione Sovietica e da Francia e Spagna. Tuttavia sia i francesi che gli inglesi non desideravano arrivare allo scontro ed il primo ministro del Regno Unito avviò per questo la cosiddetta politica di appeasement che lo portò a passar sopra anche ad episodi di estrema gravità come l’annessione dell’Austria, l’Anschluss e l’occupazione della Cecoslovacchia da parte tedesca. Dall’altro lato dell’oceano, gli americani, che non volevano esser tirati dentro la politica bellicosa dei paesi europei, approvarono al congresso il cosiddetto Neutrality act.

Tuttavia Hitler la cui sete di potere non era certo placata, cominciò a pianificare l’invasione della Polonia. Per non avere problemi da est strinse, con l’Unione Sovietica, il patto Molotov – Von Ribbentrop, che altro non era se non  un patto di non aggressione. Esso presupponeva la spartizione della Polonia e la creazione di due diverse zone di influenza soggette a Germania, da una parte e all’Unione Sovietica dall’altra.

Inoltre ipotizzando che, nonostante le promesse fatte a Varsavia, né Francia ne Inghilterra sarebbero intervenute in sua difesa, ordinò che il giorno 1 settembre, le truppe tedesche varcassero il confine dando inizio all’invasione della Polonia. Contrariamente a quanto aveva però sperato sia la Francia che l’Inghilterra dichiararono guerra alla Germania il giorno 3 settembre 1939.

La miccia del primo conflitto mondiale era accesa. La grande follia che tutto avrebbe travolto era cominciata.

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