1 febbraio 1945: la “restaurazione” delle donne

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E fu voto- di Antoneitta Doria-

1 febbraio 1945 : è questa la data in cui fu emanato il decreto legislativo, su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi,  che conferiva il diritto di voto alle donne italiane che avessero compiuto almeno 21 anni.  Il 21 ottobre 1945 papa Pio XII si dimostrò favorevole al voto alle donne: “ogni donna, dunque, senza eccezione, ha, intendete bene, il dovere, lo stretto dovere di coscienza, di non rimanere assente, di entrare in azione [..] per contenere le correnti che minacciano il focolare, per combattere le dottrine che ne scalzano le fondamenta, per preparare, organizzare e compiere la sua restaurazione”.

Per la prima volta, dunque, il voto è anche femminile e la prima occasione per mettere in atto il decreto si ebbe di lì a poco, il 2 giugno 1946, per il referendum istituzionale tra “Monarchia” o “Repubblica”. Ecco finalmente la possibilità di votare dopo anni di oscurantismo, tanto per ricordare al mondo intero che le donne sono soggetti autonomi pensanti, soggetti sociali e politici.

Proprio in questo giorno, come sempre, bisogna ricordare i diritti di ogni donna, al di là di padri e mariti. Se le quote rosa cercano di garantire la vita politica delle donne, urgono maggiori tutele nei confronti delle donne che lavorano, che diventano madri, delle donne che vengono selvaggiamente, quotidianamente aggredite. Donne, dunque,  fulcro imprescindibile di ogni società, da difendere e tutelare.

 

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