La lunga strada della prevenzione senologica

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di Graziella Di Grezia-

Si è tenuta Domenica 17 settembre 2023 la nona camminata rosa, evento che ha visto i partecipanti (rigorosamente in tenuta rosa) partire dal Viale San Modestino a Mercogliano (Av), attraversare le strade della città di Avellino per giungere alla Cattedrale in piazza Duomo di Avellino dove è stata celebrata la Santa Messa e come di tradizione sono stati lanciati in aria i palloncini rosa, in memoria delle donne scomparse per una patologia mammaria.

C’erano circa diecimila persone a testimoniare il successo di un evento che nasce in Irpinia ma che volge lo sguardo all’ intera regione.

L’ ho visto e fotografato da casa, come in genere faccio con le processioni cittadine.

Perché la camminata rosa in fondo è un atto di fede e di fiducia nei confronti di una società che sempre più si rende consapevole della necessità di mettere in primo piano la prevenzione.

Perché in ambito senologico il primo potere che hanno le donne è quello di sottoporsi a controlli a cadenza regolare secondo l’età, così da consentire ai medici impegnati in senologia, di poter effettuare una diagnosi precoce.

Tante le manifestazioni che si susseguono in Italia fin’ oltreoceano e che sono accomunate da un unico grande scopo: quello di bussare alla porta di chi ancora non ha fatto proprio il concetto della prevenzione senologica.

Quale che sia la specialità che coinvolge i medici che si occupano di mammella, l’ importante è raggiungere l’obiettivo.

Carlo Iannace, direttore della Breast Unit dell’ AORN “SG Moscati” di Avellino è l’ ideatore e il promotore di una campagna di sensibilizzazione che si fa portavoce di un concetto semplice, ma mai banale: “Fare prevenzione”. Lui che di questo concetto ne ha fatto una ragion d’essere.

Il potere rosa, quello che è racchiuso in un cuore rosa delle locandine della manifestazione, è un atto di amore verso se stesse.

La senologia è una branca trasversale che interessa la diagnostica per immagini, la chirurgia, la radioterapia, l’oncologia, la genetica, la psiconcologia; ha un fondamento socio-culturale e necessita del massimo coinvolgimento della popolazione femminile e anche di quella maschile, affinché l’ invito alla prevenzione sia condiviso anche nell’ ambito familiare o delle relazioni sociali.

Non ci sono limiti di età nel condividere questo obiettivo che ogni donna dovrebbe segnare in agenda con regolarità.

I medici possono fare tanto, ma prima di tutto possono farlo le donne attraverso il “cammino verso i luoghi della prevenzione”.

 

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