Covid 19 Campania. Mondo scuola: il Tar e l’ordinanza di De Luca sospesa

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Scuola aperta, scuola chiusa, è questo il dilemma degli ultimi giorni.
La Regione Campania, capitanata dal Presidente Vincenzo De Luca, aveva deciso di procrastinare l’apertura delle scuole in presenza a fine gennaio a causa della pandemiada Covid 19.
Subito è scattato il braccio di ferro tra Regione da una parte e la Presidenza dei Ministri, dei Ministri dell’Istruzione e della Salute, dei genitori No DAD, dall’altra parte,  con ricorso accolto dal Tribunale Amministrativo della Campania.
Intanto si rende immediatamente esecutiva la decisione del giudice e da domani, apertura degli istituti scolastici. I sindaci e i presidenti di Regione non hanno, per le parti contrarie alla chiusura, il potere di chiudere le scuole se non in presenza di una “zona rossa” e comunque la chiusura degli istituti può riguardare singoli territori e singoli istituti.

La Regione Campania è stata chiamata a depositare gli atti riguardanti l’ordinanza. Questi evidenziano come alla base della stessa vi sia lo scenario disegnato per la Campania nel report numero 86 della Cabina di Regia Nazionale, che figura essere “della massima gravità”mentre per quanto riguarda i  posti letto si prevede una saturazione entro 30 giorni a partire dal 7 gennaio.

Ecco la sintesi dei contenuti delle documentazioni inviate al Tar Campania in relazione all’ordinanza n.1 del 7 gennaio 2022:
1 Nessuna violazione del decreto legge n.111/2022, risultando provata una condizione di eccezionale e straordinaria necessità attestata, tra l’altro, da:
-Rt di ospedalizzazione pari a 1,78, che indica il raddoppio dei ricoveri Covid in arco settimanale;
– esaurimento posti letto pediatrici Covid, nella regione con popolazione più giovane d’Italia;
– blocco già decretato delle attività sanitarie di elezione;
-previsione di certo esaurimento di posti letto di degenza Covid nel breve periodo in mancanza di misure immediate;
2) Le misure nazionali non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del CTS, che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni per assumere decisioni consapevoli;
3) Al contrario, l’Ordinanza regionale è fondata su un’istruttoria tecnica che tiene conto:
– dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale;
– delle valutazioni dell’Unità di crisi regionale;
– della richiesta di presidi e Sindaci che segnalano criticità non risolvibili a breve;
4) Le misure previste dal decreto governativo sono inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania, tenuto conto che:
– vi è impossibilità di assicurare il contact tracing e insostenibilità dei carichi da parte delle ASL, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i Direttori generali delle AASSLL campane;
5) In caso di sospensione dell’ordinanza vi sarebbe un danno irreparabile per la popolazione giovanile data la previsione del picco dei contagi per fine gennaio, in presenza di una bassissima percentuale di vaccinazione sotto i 12 anni;
6) Le misure previste dall’ordinanza regionale sono equilibrate e proporzionate: tutte le scuole sono aperte; si prevedono solo tre settimane di didattica a distanza per medie inferiori ed elementari.
Tre settimane di respiro per i Presidi, i Sindaci e le AASSLL che ne hanno fatto richiesta per ampliare la fascia dei vaccinati e scavallare il picco dei contagi.
Negli atti si sottolinea la contagiosità della variante Omicron,  quanto sia bassa la percetuale degli alunni vaccinati nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

Ma il Tar non ci sta,  non risultano focolai, nè sembrerebbe esserci alcun rischio per la popolazione scolastica, inoltre, la prolungata chiusura delle scuole epr le festività nataliazie non avrebbe evitato l’aumnto dei contagi.

 

 

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