Al via a Battipaglia la raccolta firme per la campagna Referendum Eutanasia Legale

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Martedì 6 luglio, presso il Gran Pastelero Caffè alla Via G. Mazzini n. 18, a Battipaglia,
a partire dalle 18 sarà presente un presidio per la raccolta firme a sostegno della campagna
per il Referendum Eutanasia Legale.

A 8 anni dal deposito della proposta di legge Eutanasia Legale, dopo 2 richiami della Corte
costituzionale ignorati dal Parlamento, ora sosteniamo, insieme all’Associazione Luca
Coscioni e tanti altri, la campagna Referendum Eutanasia Legale.

Il Comitato Eutanasia Legale nasce infatti da un’iniziativa della stessa associazione. Fondato
nel 2013 con la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la
legalizzazione dell’eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico, il
Comitato lavora per l’approvazione di una legge che renda tutti liberi di decidere sulla propria vita. Fino alla fine.

Chi chiede l’eutanasia vuole solo morire con dignità.
Ammalarsi fa parte della vita. Come guarire, morire, nascere, invecchiare, amare.
Le buone leggi servono alla vita: per impedire che siano altri a decidere per noi.
Si tratta solo di riconoscere un diritto umano.

Ogni giorno ci sono malati terminali che si suicidano nelle condizioni più terribili.
Sono persone alle quali la legge italiana nega la possibilità di essere accompagnati alla fine
della vita senza soffrire, condannando al carcere chi li aiuta.

Il quesito prevede una parziale abrogazione dell’articolo 579 del codice penale, che riguarda “l’omicidio del consenziente”, e vuole rendere non punibile l’eutanasia «attiva», che si ha quando vengono somministrati farmaci che provocano la morte di chi la richiede e non, come nel caso dell’eutanasia «passiva», quando si interrompono le cure necessarie alla
sopravvivenza (come, ad esempio, l’alimentazione artificiale).

Il quesito
L’articolo 579 del codice penale oggi prevede che «chiunque cagiona la morte di un uomo, col
consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni» e «si applicano le disposizioni
relative all’omicidio se il fatto è commesso» contro un minore, una persona inferma di mente
(anche per abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti) o il cui consenso sia stato estorto con
violenza, minaccia o inganno. Il quesito prevede di abrogarne una parte: chi provoca la morte
con il consenso è punito solo in caso di soggetti minorenni, di infermità mentale o di minacce
e inganno. L’articolo 579 sarebbe riscritto così: «Chiunque cagiona la morte di un uomo, col
consenso di lui, è punito con le disposizioni relative all’omicidio se il fatto è commesso: contro
una persona minore degli anni diciotto; contro una persona inferma di mente, o che si trova in
condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o
stupefacenti; contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza,
minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno».

Il referendum vuole abrogare parzialmente la norma penale che impedisce l’introduzione
dell’Eutanasia legale in Italia. L’omicidio del consenziente, infatti, non è altro che un reato
speciale (rispetto a quello di portata generale di cui all’art. 575 c.p. sull’omicidio) inserito
nell’ordinamento per punire l’eutanasia.
Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva sarà consentita nelle forme  previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”, ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

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