Chi di voi è già sul nuovo social InstaBookz?

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Verso il social unico e globale o la grande fuga?

Probabilmente tutti ancora non ve ne siete accorti. E si è proprio cosi, Facebook, Instagram e Whatsapp dopo aver avuto in comune la proprietà e la chat, stanno studiano da tempo delle modalità per giungere ad essere finalmente una cosa sola e questo lo si può scorgere da tanti piccoli particolari implementati in questi giorni come la singolarità delle amicizie suggerite che ormai sono diventate anche condivise fra le piattaforme.

Se oggi i tre social hanno utenti anagraficamente diversi, nel prossimo futuro anche l’interazione tra pubblici differenti potrebbe essere molto più semplice. Siamo già arrivati al social unico globale?

Considerando i 2,6 miliardi di account attivi su Facebook ad oggi, i 2 su WhatsApp e il miliardo e 300 milioni su Messenger, si arriva sommando oltre i 5 miliardi.

Ovviamente ciascuno di noi dispone di più profili e iscrizioni, in molti casi anche su tutte e tre le piattaforme, per cui la cifra è da rivedere al ribasso. Ma si muove comunque su quegli sconvolgenti ordini di grandezza. Cina esclusa, diventerà il canale integrato su cui il mondo comunica, anche considerando l’aria pesante che tira su TikTok. Quali sono le criticità? La privacy.

Ci sono infatti dei problemi nella strada che porta all’interazione con utenti di altre piattaforme. In primis, la privacy. Al momento non è noto cosa intenda fare Zuckerberg, anche perché con un provvedimento ad hoc il garante per la protezione dei dati personali italiano, già nel 2018, aveva stabilito per WhatsApp il divieto di cessione dei dati degli utenti a Facebook.

È di queste ultime ore il dato della grande fuga da Whatsapp a causa dell’ultimo aggiornamento che obbligherebbe tutti gli utenti ad accettare il data sharing con Facebook, inclusi quelli che in passato avevano scelto di rinunciare alla condivisione dei dati. La scelta, mossa probabilmente da motivi commerciali, ha spaventato molto gli utenti che al gigante di Menlo Park stanno probabilmente preferendo altre piattaforme di instant messaging quali Telegram o Signal.

-di Frank Maria de Feo-

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