Sangue nell’arena. Cui prodest?

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Morire a 36 anni da torero-

Non ci è dato capire … Il senso della morte di un toro o di un torero, proprio non la si riesce a capire. Ivan Fandino è il bel torero di origine basche di 36 anni incornato dal toro mentre si esibiva a l’Aire-sur- Adour, nel sud est di  Parigi. Incornato al polmone destro, non ha avuto scampo. Primo torero morto in un’arena francese, lui che ha vissuto la sua prima corrida a 14 anni e nel 2005 è diventato un professionista nel volteggiare la sua “muleta”, il drappo colorato con cui i toreri distraggono i tori. Morto di infarto mentre veniva trasportato in ospedale, dopo aver colpito  e dopo aver tagliato un orecchio al povero toro Provechito, abbattuto poco dopo.

Questo massacro in tanti non riescono a capirlo e ad accettarlo. Appena un anno fa la stessa sorte è toccata a Victor Barrio nell’ambito di una corrida made in Spagna, appena 29 anni, incornato da un toro di nome Lorenzo di 529 chilogrammi. Anche lui colpito al polmone, anche lui morto per questa tradizione dettata da greci, etruschi, romani. Corrida, corrida de toros, la corsa dei tori, la tauromachia è di antica provenienza, 800 d.C., ma la prima scuola fu fondata nel 1670 a Siviglia, praticata da nobili a cavallo, disprezzata dai Borbone di Francia, perché così lontana dall’eleganza della corte di Versailles. Fu nell’epoca dei Lumi, in nome del trionfo della Ragione e Civiltà che se ne chiese l’abolizione, i nobili a cavallo furono sostituiti da toreri appiedati, ma la corrida continuò ad esistere. E toreri e tori ancora continuano a morire in nome di una tradizione davvero incomprensibile.

Claudia Izzo

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