Gloria e Marco: Quando il Destino è veramente crudele!

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Siamo artefici del nostro destino o siamo in balia di forze oscure?

Fin dagli albori della storia l’uomo si è posto questa domanda, domanda alla quale i familiari delle vittime della Grenfell Tower non riescono a dare una risposta. Perché proprio loro? Perché si trovavano lì? Perchè due brillanti ragazzi italiani, Gloria Trevisan e Marco Gottardi, entrambi ventisettenni, entrambi veneti, entrambi bellissimi, entrambi bravissimi, sono saliti nel cupo cielo di Londra simili a scintille di questo spaventoso rogo?

Questa grande torcia accesa nella notte ha continuato a bruciare fino all’alba. Un inferno di fuoco che si è sviluppato in soli 6 minuti, intorno alle 2 di notte ora italiana. Centinaia di vigili del fuoco sono intervenuti in pochi minuti, per cercare di domare le fiamme che avevano avviluppato in un tragico abbraccio la Grenfell Tower. Testimoni, però, affermano che i Fire Man si sono limitati a mettere in sicurezza la zona circostante senza avventurarsi nel palazzo. Purtroppo, dei 120 appartamenti della torre alcuni, una ventina, sono stati controllati molto sommariamente. Il capo dei vigili del fuoco Dany Cotton  ha affermato che ci vorranno settimane per controllare tutto l’edificio. E così, non si possono avere notizie certe dei due fidanzati italiani che vivevano in un appartamento al ventitreesimo piano e che attualmente risultano dispersi.

Destino?Destino che due brillanti architetti laureatisi con 110 e lode in Italia si trovassero a Londra per lavorare? Due ragazzi come tanti che sembravano baciati dalla fortuna. Trasferitisi da tre mesi a Londra avevano trovato lavoro in due prestigiosi studi di architettura. Avevano una casa da loro definita “spaziosa, enorme, meravigliosa, con una vista fantastica, dalla quale si vede tutta Londra!”, questa casa meravigliosa che, nella notte del 14 giugno, è stata invasa dal fumo,  casa dalla quale i ragazzi hanno telefonato ai loro genitori, in Italia, per tranquillizzarli e probabilmente tranquillizzare se stessi dicendo che i soccorsi stavano arrivando e che la situazione si poteva risolvere, poi…più nulla. I telefoni non hanno funzionato più ed ai genitori non è rimasto altro che riascoltare nella propria mente più e più volte: “… l’appartamento è invaso dal fumo…la situazione è diventata di emergenza” ed infine : “Grazie mamma per tutto quello che hai fatto per me!”

E’ un addio? Di sicuro sono le ultime parole di Gloria. “Non ci è dato scegliere il nostro destino, ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro”.

Rosanna Palumbo

 

 

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