A Genova “guerra alla guerra”: vincono i portuali, via la nave carica di armi

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“Porti chiusi alla guerra” – di Claudia Izzo-

“Stop ai traffici di armi, guerra alla guerra”… Era questa la scritta sullo striscione con cui il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali  di Genova  si era opposto all’attracco del cargo battente bandiera saudita, Bahri Yanbu, ricco di armamenti che doveva caricare materiale bellico e destinato a Rijad.  La nave Bahri Yanbu però è entrata nel porto di genova, attraccando con la finalità di caricare materiale bellico per la guerra in Yemen.

I lavoratori portuali hanno detto no, facendo sentire la loro voce per non rendersi indirettamente complici dello sterminio perpretato ai danni del popolo yemenita e, insieme alle associazioni pacifiste ed ai cittadini,  hanno dato vita ad una mobilitazione. La nave così non ha imbarcato nè cannoni , nè generatori elettrici militari da guerra da utilizzare per scopi bellici. Poi, ci ha pensato la Filt Cgil Liguria ad estendere lo sciopero dai lavoratori portuali genovesi a tutti quelli liguri, affinchè la nave in questione non attraccasse in un altro porto.

Anche se è da vari anni che la nave attraccava a Genova, la presa di posizione è stata presa. Dunque, “porti chiusi alla guerra”

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