Hydra: l’Ambasciatore nel cuore dei Mercanti

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A tavola con l’Ambasciatore del Gusto-di Nello Gatti-

Per vivere a pieno l’anima di una città, si sà, occorre un po’ perdersi tra i vicoli e distanziarsi di qualche metro dalle rotte commerciali. A Salerno, il cui centro storico è Museo di millenari contagi socio-artistici, bastano pochi passi per inchinarsi su di un’antica arcata che da via dei Mercanti porta ad Hydra.

Ingresso a corte come nelle più nobili leggende medievali, sembra che Hydra abbia assorbito i fasti trascorsi attraverso le sue mura per offrire uno charme tutto suo. Si presenta vivo, scavato nella roccia ed intrigante nelle sue disposizioni.

Al suo interno un’aura edonista cosparge le sale, sembra addirittura che qualche piccola imperfezione sia stata lasciata lì di proposito, quasi a coglierne il bello nel difetto. Ciò che appare risolutore, volendone trovare la compagine nella ristorazione moderna, è la presenza di più ambienti autonomi a regime continuo dal pranzo al dopo cena.

La prima sala ha un effetto lounge sulle coscienze, tra luci soffuse e bancone che invitano a sedersi con attenzione al cospetto del Sommelier. Già, perché in questo luogo il vino non è un elemento convenzionale da menu, bensì un proprio culto tracciato su di una guida dai tratti cosmopoliti. Gerarchie di territori, o per meglio dire “terroirs”, separano le varie etichette suddivise per elementi, ritrovandosi in carta aria, acqua, terra e fuoco. Piacevoli esplorazioni attraverso i vini, slanci su nicchie artigianali e vini naturali, in un preludio di quanta attenzione sia destinata a quell’angolo di locale in cui le bottiglie sostano al fresco su di una fitta griglia a vista.

Le sale invece dividono il mondo Hydra in due emisferi: elitario e riservato l’interno, pittoresco e colloquiale l’esterno. Sembra quasi di individuare gli stessi tratti nei due attori protagonisti, dal momento che anche Marco e Nicola, mente e cuore di Hydra, sono due mondi che si completano.

C’è gioventù agguerrita di talento a far da staffetta tra i tavoli, in cui Michele Di Popolo dirige un’orchestra in cui spicca Jessica, la giovane promessa che ha fatto del cavatappi il suo strumento preferito. La cucina è invece il regno dello Chef Pietro Annunziata, un talento capace di tingere le proprie proposte su questo affresco di ospitalità, dosando la giusta carica di estro al palato dei propri ospiti.

Hydra ha convertito in opportunità la sosta forzata degli scorsi mesi di lockdown, accelerando la conversione di Salerno in meta di ristorazione primaria. Il dado è tratto, la pentola bolle ed il vino “in affinamento”… abbiamo finalmente la prima meta in cui “ascoltare” cibo e vino.

Hydra –  Via Antonio Mazza 30, 84121 Salerno SA

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