Nasce il Mccm, Museo della Ceramica Contemporanea Mediterranea

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-di Maria Gabriella Alfano-

Cava de’ Tirreni, città sostenibile, inclusiva e incline al cambiamento. In questa visione prospettata dal Sindaco Vicenzo Servalli si inquadra il progetto del Museo della Ceramica Contemporanea Mediterranea, presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa indetta dal Comune metelliano su piattaforma zoom.

Siamo tra le 40 città italiane di antica tradizione ceramica e siamo componenti del  direttivo nazionale dell’Associazione “Città della ceramica”. Il Museo che stiamo per realizzare ci proietta in una dimensione internazionale, forte delle grandi capacità dei nostri produttori nel campo artistico, dell’innovazione, del design – ha affermato il Sindaco Vincenzo Servalli. Il Museo sarà un luogo del dialogo, dell’incontro, della conservazione, ma anche della sperimentazione, formazione e promozione. Un progetto ambizioso, che abbiamo affidato a grandi professionisti del settore, che si inserisce in un quadro di sviluppo complessivo della nostra città che si pone come un punto di riferimento nel settore ceramistico non solo produttivo, ma anche culturale”.

Il  MCCM, che si inquadra tra gli interventi strategici del PUC recentemente approvato, sarà  allestito all’interno del complesso monastico San Giovanni, nel centro storico della città metelliana con l’ambizioso obiettivo di diventare il fulcro del dialogo internazionale tra la valle metelliana e il bacino del mediterraneo, crocevia delle culture nel campo della ceramica e del design artigianale e industriale.

All’incontro con la stampa, oltre al Sindaco Servalli, hanno partecipato il prof. Massimo Bignardi, curatore scientifico dell’intervento con l’arch. François Burkhardt, assente per motivi di salute, e l’arch. Diego Granese, presidente dell’Associazione ATREDEA, che curerà l’allestimento del Museo.

“Il Museo non sarà solo un percorso espositivo di grandi artisti, una serie di oggetti che si allineano nelle sale – ha evidenziato il prof. Massimo Bignardi –ma un polo internazionale di studio, di ricerca e di conservazione del grande patrimonio artistico e culturale della ceramica, un luogo aperto al territorio ed alla valorizzazione delle sue produzioni. Un laboratorio attivo per incoraggiare le Aziende a investire nel settore, che può diventare volano di sviluppo per la città”.

Le ampie sale espositive ospiteranno opere in ceramica ricevute attraverso comodati o donazioni, come la collezione di Linda Burkhardt, ma anche di altri grandi artisti del XX secolo, dei centri di antica tradizione dell’Italia meridionale.

“Sarà un allestimento semplice – ha proseguito Diego Granese – ma estremamente funzionale a quello che è l’obiettivo del Museo. Dovranno “parlare” i pezzi in mostra che rappresentano la nostra terra nella quale ci sono tanti ceramisti da valorizzare”.

L’intervento, finanziato con fondi PICS, è in fase avanzata di realizzazione per cui se ne prevede l’apertura al pubblico nella prossima primavera.

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