Nasce a Battipaglia “Apito Space”, il luogo dell’anima di Emiliano Aiello

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-di Claudia Izzo-

Un laboratorio, una bottega, una fucina di idee e progetti, un luogo in cui dare libertà al proprio estro, uno spazio in cui organizzare anche lezioni e incontri sulla pittura:  questo e tanto altro ancora è  “Apito Space” dell’artista Emiliano Aiello, sorto a Battipaglia in via Roma, 55.

Nato a Napoli, diplomatosi presso il Liceo Artistico Statale di Napoli, laureatosi con lode presso la Facoltà di Architettura della Federico II, Emiliano Aiello ha partecipato al Master Universitario di II livello in Tecnologia dell’Architettura presso l’Università La Sapienza , Facoltà di Ingegneria.  Dedicatosi da sempre alla pittura, sua vera passione,  ha esposto tra l’altro a Palazzo Bastogi, Firenze; Palazzo San Lorenzo, Arezzo; Presso Domus Romana a Roma; al Mausoleo Bela Rosin, Torino; Al PAN di Napoli; a Palazzo Fruscione a Salerno; al Castel dell’Ovo di Napoli; allo Spazio Kanz di Venezia; al MAC3 di Caserta; al Complesso San Severo al Pendino a Napoli; alla Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea a Lucca; alla 32esima Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea a Padova.

Chi è Emiliano Aiello?

E’ un architetto,  un artista che si dedica alla pittura, mondo che gli consente di riconoscersi e riconoscere il mondo circostante. Con questo scandaglio pittorico riesco a capire chi sono, dove voglio andare. Un amico diceva che gli altri siamo noi, quindi si può dire che utilizzo il mezzo pittorico per riconoscere l’essere umano nella sua globalità. I conflitti che mi trovo a vivere, sono diffusi in qualsiasi persona pensante. Riuscire a catalizzare le forze distruttive in ogni uomo è secondo me il fine ultimo della nostra esistenza.

Dunque, è questa la possibilità che ti offre l’arte?

L’arte ha per me un ruolo costruttivo, catalizza le forze caotiche distruttive riuscendo a darmi equilibrio.

Cosa rappresenta per te “Apito Space”?

E’ puramente un laboratorio, uno spazio tutto mio dove poter creare, una bottega d’arte. L’esposizione nata in occasione dell’inaugurazione di questo spazio resterà visitabile fino al 31 gennaio, poi Apito Space tornerà ad essere un laboratorio in cui creare, tenere lezioni, dar vita a confronti, fare esposizioni…

Tra le tue esperienze quale ricordi con maggiore slancio?

Mi è piaciuto molto l’esperienza fieristica di Padova per l’atmosfera che si respirava. E’ stato un modo per conoscere altri artisti in un ambiente dinamico e stimolante, un modo per confrontarsi con altri linguaggi;  comprendi che non sei solo, altri rincorrono i propri sogni e questo ti fa sentire più accettabile il presente. Qui ho avuto modo di conoscere un artista francese, Xavier Ott con cui è nato un confronto molto interessante.

Quali sono le tue ultime collaborazioni?

Collaboro con il Moho Gallery a Villanova di San Daniele del Friuli di Massimo Toffolo, in una ricerca di nuovi linguaggi artistici. E’ questa una fantastica realtà in cui inventare nuovi percorsi creativi tra professionalità e confronto.

Qual è il tuo modo di creare?

Lavoro d’impeto, creo violente pennellate. Mi muovo tra astrattismo e figurativismo. I lavori realizzati restituiscono figure sempre vive. Come in un romanzo, ad ogni rilettura si colgono nuovi particolari.

Il colore nelle tue opere è preponderante. Cosa rappresenta per te?

Non riesco a fare a meno del colore, tutti esprimono i miei pensieri, riscoprono una superficie del mio io. C’è chi ha memoria visiva, olfattiva, io ho una memoria strettamente legata la colore, all’impasto cromatico che sembra rimandarmi ad un “io precedente”.

Apito Space sembra proprio uno scrigno delle meraviglie, luogo di creazione che per l’occasione si apre al mondo interessando anche il  sociale…

Collaboro con l’associazione “Mai più soli” che si pone accanto a persone con disagi psicologici, tengo loro lezioni presso il centro culturale di Battipaglia. E’ questo un gruppo di lavoro che mi apre la mente e mi fa stare bene, si crea uno scambio che mi arricchisce.  Oggi il mondo è distratto ed è difficile cogliere le fragilità, dietro ai disagi mentali vi sono vestiti che la cosiddetta normalità tende a cucire.

Con le opere che vengono realizzate durante questi incontri sarà organizzata una mostra?

E’ prevista una mostra in primavera con le loro opere. E’ un progetto che mi sta molto a cuore

L’arte salverà il mondo?

Attraverso l’arte si può migliorare come persone e apportare benefici al mondo proprio in quanto persone migliori. Tutti possiamo dare un piccolo contributo, fare il nostro meglio per migliorare noi e ciò che ci circonda.io ho trovato lo strumento attraverso cui affinare il mio spirito, togliere il materiale che appesantisce l’io.

Cosa ti auguri per Apito Space ?

Vorrei che si badasse meno all’effimero, all’ immagine esteriore e si tornasse a dare importanza alle cose che in un vita contano davvero. Vorrei che ognuno trovasse il coraggio di venire alla luce, di inseguire i propri sogni, senza paura del giudizio altrui.

 

 

 

 

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