Milano Design Week, il Salone Internazionale del Mobile 2022

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di Chiara Frallicciardi

Lo sappiamo da sempre, ci dibattiamo nella ineluttabile condizione esistenziale della “cosità”.

Siamo immersi in essa, anzi ne apparteniamo: siamo cose tra cose.Interagiamo con esse e le investiamo di nuovi sensi.È una condizione esistenziale ineliminabile impressa nei nostri linguaggi. “L’uomo – scrive infatti Maurice Merleau Ponty – è investito nelle cose e le cose sono investite in lui”. E sempre su questa linea la filosofa Francesca Rigotti ha scritto un bel libro dedicato appunto al pensiero delle cose, sottolineando la nostra costante riflessione sulle cose e sul pensiero che alle cose appartiene. In questo libro l’autrice valorizza tutti quei piccoli oggetti della nostra vita quotidiana, ci insegna a pensare alle cose, a dare loro un significato mostrandoci come siano degne non solo della nostra attenzione, ma anche di una trattazione filosofica. Una figura professionale che focalizza tutta la propriaattenzione sugli oggetti che usiamo ogni giorno è il designer.

Sappiamo che la  parola designer letteralmente significa progettista. E per svolgere questo lavoro è necessario combinare creatività, tecnica e intuizione dei mercati alle abilità progettuali. Tutti elementi che in diverse modalità abbiamo ritrovato dal 7 al 12 giugno presso la Fiera Milano a Rho dove si è svolta la 60° edizione del “Salone del Mobile” a Milano dopo due anni di pausa forzata a causa del Covid – 19.

Il Salone del Mobile nasce nel 1961 con l’obiettivo di promuovere le esportazioni made in Italy di mobili in tutto il mondo. Quest’evento, nel tempo, è divenuto un palcoscenico nazionale ed internazionale di sperimentazione, contaminazionee creatività, riservato agli operatori di settore, all’interno del quale vengono proposti progetti di straordinario valore, capaci di intrecciare sostenibilità, design, tecnologia e storia.

Da sempre, questo evento è generatore di bellezza, inclusione e nuove opportunità. Spulciando tra la miriade di eventi del programma di incontri, messo a punto da Marva Griffin Wilshire (fondatrice e curatrice del Salone Satellite) abbiamo visto come primo protagonista Yves Béhar, designer e imprenditore svizzero. Se rendere il mondo un posto migliore è il sogno di tutti, per Béhar è una missione, anzi uno scopo di vita e lavoro. Per questo, il tema scelto per la 60° edizione del Salone, è stato Designing For Our Future Selves/Progettare per i nostri domani, e, attraverso i suoi progetti e il suo ultimo libro, spiegherà come modificare e migliorare stili di vita, esistenze e pratiche individuali e collettive per raggiungere un nuovo equilibrio sostenibile.

È un’edizione che ha invitato tutti noi a riflettere sul design che “include” favorendo autonomia, comfort, movimento, usabilità, interazione e sicurezza per tutti e alla quale parteciperanno 600 giovani designer under 35. E come se non bastasse, nello stesso periodo, ha preso il via in concomitanza col Salone, per le vie di Milano la nuova edizione del Fuorisalone intitolata “Tra Spazio e Tempo”: tra i principali eventi in programma, particolare seguito ed attenzione hanno avuto la Brera Design Week, la Tortona Design Week e l’Isola Design Festival.

 

Fotografie a cura di Chiara Frallicciardi

 

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