La storia della posateria, da utensili di uso comune a elementi di design

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Some Silverware by Helga's Lobster Stew is marked with CC BY 2.0.

Utensili di uso comune, essenziali in cucina e nel galateo a tavola, elementi indispensabili nella degustazione dei cibi, le posate sono in realtà oggetti di recente invenzione. Anticamente, il contatto col cibo era diretto, in genere mangiato con le mani e gli unici utensili utilizzati erano un numero esiguo di pezzi di vasellame concepiti al solo scopo di contenere il cibo. Il più antico elemento di posateria è il cucchiaio, dal latino “cochlea” che vuol dire chiocciola, proprio dall’uso nei secoli antichi del guscio di tale mollusco per gli alimenti liquidi, dalla civiltà Egizia agli Etruschi e i Romani.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI CC BY-SA 3.0

Di particolare bellezza e semplicità sono i cucchiai e i cucchiaini rinvenuti nella Casa del Menandro a Pompei. Bisogna attendere il medioevo, però, per considerare tale utensile un oggetto di uso frequente. Tra il medioevo e il rinascimento, poi, esso inizia ad essere tornito da materiali sempre più preziosi per assumere, solo a partire dal rinascimento la forma da noi ben conosciuta, ovvero ovoidale con manicotto allungato. Allo stesso periodo risalgono i primi cucchiai con forme leggermente diverse in base al tipo di cibo, ad esempio il cucchiaio da minestra o quello da thè o da caffè.

da blogspot.com201806fork-evoluzione III secolo a.c..html

La forchetta, invece, con forme rudimentali e molto semplici, la si trova già all’epoca romana (una sorta di forchettone o bastone biforcuto, per prendere la carne e tagliarla).

DA blogspot.com201806fork-evoluzione.html •Cucchiai e forchette in bronzo, risalenti all’epoca Tardoantica o all’Alto Medioevo, Museo di Torcello

Al Museo di Torcello si possono ammirare delle posate di particolare fattura, tra cui forchette a tre rebbi ma anche cucchiai in rame risalenti all’Alto Medioevo. Nella sua forma a noi più conosciuta, la forchetta fa la sua comparsa, solo in pieno medioevo, intorno all’anno 1000, in particolare nell’area dell’antica Bisanzio (attuale Istanbul) sulle tavole delle ricche famiglie della città. Dalla forma di forca bidente (a due rebbi) è molto utilizzata nelle città mercantili marinare e nell’ambiente delle famiglie borghesi. L’atto semplice di portarsi alla bocca il cibo con le mani, era di fatto biasimato dal clero e considerato nel medioevo come una devianza nel giusto mangiare se non addirittura un peccato per la chiesa occidentale dopo lo Scisma del 1054 con la fede ortodossa. La forchetta si ritrova in Europa, più di frequente, alcuni secoli dopo. Michel de Montaigne, filosofo, scrittore e politico francese, vissuto nel XVI secolo, ad esempio, nel corso di un viaggio in Italia, riporta tra i suoi appunti l’uso di una forchetta con due rebbi, posizionata tra due salviette accompagnata da un pezzo di pane, un cucchiaio e un coltello. La prima forchetta a quattro rebbi nasce dall’idea del ciambellano di corte di Ferdinando IV di Borbone (siamo tra il XVIII e il XIX secolo) per meglio girare gli spaghetti. Il coltello, invece, è tra tutti lo strumento assai più antico. Lo ritroviamo nel periodo preistorico del paleolitico sotto forma di pietra tagliente come strumento di caccia, come arma di difesa nell’età del ferro o come semplice utensile per tagliare gli animali cacciati.

Miniature dal De Universo di Rabano Mauro Archivio di Montecassino

In due miniature dell’XI secolo presenti nel manoscritto “De Universo” di Rabano Mauro (custodito nell’Archivio dell’Abbazia di Montecassino), i personaggi rappresentati in esso raffigurati mangiano servendosi di coltelli particolari e forchette rudimentali. Se nel Medioevo il coltello era considerato un oggetto personale, utilizzato non soltanto per tagliare la carne ma anche per portare la stessa alla bocca, l’utensile si trasforma per rientrare, a partire dal XVII secolo, tra le posaterie vere e proprie.

Dal Museo Horne di Firenze

Il Museo Horne di Firenze, in cui è custodito l’insieme degli usi, dei costumi e dell’arte dell’epoca rinascimentale, alle collezioni di dipinti, stampe e sculture, affianca anche una grande varietà di oggetti di uso comune come appunto le posaterie. Si tratta in realtà di pezzi che spaziano dal XIII secolo fino agli inizi del XIX secolo. Maria Pilar Lebole (responsabile del progetto Osservatorio dei Mestieri d’Arte presso la Fondazione del CR Firenze) così descrive le antiche posaterie presenti nel Museo: sono presenti ben 98 posate, alcune di esse risalenti al XV secolo presentano manici in argento e decorazioni in avorio intagliato. Interessanti sono le posaterie smontabili come le forchette pieghevoli o anche le prime posaterie da viaggio con cucchiaio, forchetta e anche stuzzicadenti o ancora altre posate con l’impugnatura a forma di zampa di animale o con motivi vegetali. Se fino agli inizi del XX secolo la posateria aveva il particolare difetto ovverossia di arrugginirsi molto facilmente, grazie all’invenzione dell’acciaio inossidabile, intorno al 1914, tale problematica viene risolta con la realizzazione anche di coltelli unicamente in acciaio, che superavano la presenza dei manici come elementi dai quali partiva il coltello vero e proprio.

1904 CC BY-SA 3.0

Tra il XIX e l’inizio del XX secolo, assistiamo alla produzione di eleganti posaterie in argento realizzate da artigiani e argentieri con minuzie di particolari, destinate solo a un ristretto pubblico. La produzione artigianale di stampo artistico della Maison Big o della Liberty&co, cede il passo alla produzione dell’industrial design del Deutscher Werkbund.

1936 sambonet-gio-ponti-posate-vintage-24-pezzi

Nel 1936 il padre del design made in Italy, Gio Ponti (architetto e designer esponente del razionalismo italiano nonché fondatore della rivista “Domus”) progetta una serie di posate in argento per la Sambonet, dalle forme semplici e molto lineari.

1956 Gio Ponti

Nel 1956, per la Krupp italiana, Gio Ponti realizza una posateria davvero originale ben descritta anche dallo stesso designer: “Coltello a lama corta con profilo obliquo (per tagliare noi usiamo solo la punta della lama, inclinata sul piatto) forchetta a denti corti e un po’ concava (per raccogliere il boccone noi usiamo solo la punta dei denti, e nella concavità noi raccoglieremo anche il sugo)”. Nel 1959, in occasione di un importante concorso di design il “Design Competition for Italy, voluto dalla ditta Reed&Barton, molti progettisti colgono l’occasione per realizzare anche nuova posateria di design.

Secco posate dalla Rivista Stile Industria posate Achille e Pier Giacomo castiglioni

Vincitori risultarono Achille e Pier Giacomo Castiglioni con la posateria dal nome “Secco”.

da httpswww.cletomunari.comitemposate-carlo-scarpa

Molto particolari le forchette disegnate da Carlo Scarpa, dalle singolari 5 punte, riprese anche da Cleto Munari, qualche anno dopo, entrando persino nella collezione del MOMA di New York. Achille e Pier Paolo Castiglioni, progettano, infine, nel 1962, un particolarissimo cucchiaio in plastica (materiale allora poco utilizzato) per la pubblicità di una nota maionese, la cui forma si adegua esattamente alla sagoma del barattolo, presenta un design  davvero particolare, ben studiato nei minimi dettagli.

httpswww.piergiacomocastiglioni.itprojectcucchiaio-sleek

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