Jorit ritorna a Salerno, quando a parlare nel mondo è l’arte

0
233

-di Claudia Izzo

A Salerno, su una facciata esterna del Liceo Artistico Filiberto Menna, nel quartiere del Parco Pinocchio, Jorit Agoch, l’artista partenopeo di fama internazionale, ha colpito ancora, con un nuovo murales. Si tratta di uno sguardo intenso raffigurato proprio presso il liceo che forma gli artisti di domani.

A lavoro su una nuova opera! Dove sono? La città è di 7 lettere, è in Campania  e già ci ho dipinto (cosa?) una volta...” Così scriveva qualche gorno fa il famoso street artist sui social, alludendo a questa suo nuovo murales, dopo quello realizzato nel 2019, sempre a Salerno, nel nuovo parcheggio di via Vinciprova che raffigura su 400 metri  quadri, la prima donna medico della Scuola Medica Salernitana con cui nacquero l’ostertricia e la ginecologiaa in Italia: la salernitana Trotula De Ruggiero. Il volto di Trotula che non ci è pervenuto dalla storia, viene così modellato dagli abili tratti dello street artist napoletano in tutta la sua fierezza di donna e di prima donna medico.

Ma chi è questo artista in grado di dare anima ad anonime facciate di palazzi, dalle periferie ai centri storici di tutto il mondo?

Ciro Cerullo, in arte Jorit, classe 1990, nasce a Quarto, da padre italiano e madre olandese. Una laurea all’Accademia di Belle Arti e tantissimi viaggi nel mondo. In ogni foto si copre il viso eppure dipinge volti su strutture in tutto il mondo, quasi fossero totem da venerare. Jorit indaga ogni volto, la sua è una continua sperimentazione attraverso lo spray e le tele, così viene riconosciuto da critici internazionali tra cui Achille Bonito Oliva, fino a divenire, la sua arte, materia di studi e trattati universtari.

Jorit inizia la sua carriera con dipinti illegali su muri e su treni, frequenta le Yard di tanti paesi europei, quei depositi dei treni dove i writer danno sfogo ai loro disegni. Jorit realizza nel tempo mostre al MACRO di Roma, al Museo MAGMA e al PAN di Napoli, espone a  Sidney, Londra, Berlino; di lui parlano testate giornalistiche internazionali “The Guardian, BBC, Middle East Eye, TeleSur, Euronews.

Jorit visita sette volte l’Africa restandone colpito profondamente. I volti che raffigura, sono caratterizzati da due strisce rosse sulle guance con un chiaro rimando ai rituali magici curativi africani, rifacendosi in particolare al rito della scarificazione, rito iniziatico del passaggio dall’infanzia all’età adulta che porta a far parte della tribù, così come i suoi volti entrano nella “Human Tribe”. Egli stesso sulla sua pagina facebook posta la foto dal lettino del tatuatore mentre si fa imprimere gli stessi segni sul suo volto. Ora Jorit ed i volti che realizza nel mondo appartengono tutti alla stessa tribù, quella umana.

Jorit dipinge in Tanzania,  in Cile,  Bolivia, Argentina, nell’isola caraibica di Aruba, in Cina, Russia, USA, Palestina, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Australia, Norvegia, Olanda, Germania, Francia, Grecia…

E’ a Napoli che utilizza il volto di un operaio di nome Gennaro per impersonificare il santo patrono di Napoli, San Gennaro, a pochi passi dal Duomo; realizza i volti di Diego e Niccolò, cioè di Maradona e di un bimbo autistico di nome Niccolò su una struttura di dieci piani tristemente famosa per episodi legati alla criminalità. A Firenze,  in Piazza Leopoldo, su una parete delle case popolari, raffigura il volto di Nelson Mandela, per il centenario della sua nascita. Al centro Direzionale di Napoli, su una fiancata dei grattacieli svettano i volti di cinque atleti campani: Patrizio Oliva, Carmelo Imbriani, Antonietta Di Martino, Fernando de Napoli, Nando Gentile. Ed ancora a Foggia, Jorit raffigura Don Bosco; a Roma un militante comunista ucciso nel 1980; a Pagani raffigura Marcello Torre, l’avvocato assassinato nel 1980 su mandato di Raffaele Cutolo; a San Pietro a Patierno, quartiere di Napoli dove è nato, Nino D’Angelo, per omaggiare la sua carriera e le sue origini; a Casapulla, per la campagna mondiale antirazzismo realizza un murales raffigurante LeBron James. Ed ancora J-Ax, Clementino, Rocco Hunt, Ilaria Cucchi, Achille Bonito Oliva.  A Scampia troviamo i murales di Angela Davis e Pasolini e di quest’ultimo troviamo i versi tratti dalle “Lettere luterane” .

Qui, Pasolini e lo stesso Jorit ci invitano a splendere.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui