E’ morto Ulay, artista e performer che per il suo addio d’amore percorse 2500 miglia

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Diciamo pure, per semplificare le cose, che in una vita c’è  l’Amore e poi ci sono tanti addii. C’è l’Amore per cui si lotta, si spera, si supera se stessi e ce ne  sono tanti da dimenticare. L’addio poi, è una scelta di stile.

Una indimenticabile performance per il loro addio, l’hanno creata Marina Abramovic e Ulay,  artista e performer, morto proprio oggi a 76 anni.

Ulay, pseudonimo di Frank Uwe Laysiepen, è stato un importante esponente della Performance Art, tedesco, classe ’43, che ha lavorato per più di un decennio con l’artista serba Marina Abramovic con cui ha vissuto una appassionata storia d’amore.Le loro performance, controverse, criticate dal modo artistico, hanno fatto molto discutere. I due artisti mettevano i loro corpi in primo piano, originali, fuori da ogni tipo di schema ed insieme hanno esplorato  limiti fisici e psichici. Il corpo per comunicare, per trasmettere emozioni, fino alle performance più estreme di autolesionismo per indagare il dolore. Ulay e Marina Abramovic formarono il duo “The Others” e vissero letteralmente delle loro performance, creando una innovativa concezione di contestazione.

Proprio per la fine della loro storia sentimentale diedero vita, all’inizio degli anni ’90, ad una performance, eloquente e surreale. The Lovers: The Wall Walk in China è l’ultimo loro lavoro professionale in cui i due artisti hanno percorso la Muraglia Cinese, ciascuno da un’estremità. L’incontro tra i due è avvenuto dopo aver camminato per 2500 miglia, il tempo di un abbraccio. Da allora non si sono visti più.

Era il 1977 quando la performance più leggendaria prese il nome di Imponderabili, a realiazzarla, ovviamnete loro, Marina Abramovic e Ulay. Siamo alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna in occasione della Settimana Internazioanale della performance. Per accedere al museo si doveva passare attraverso lo strettissimo passaggio d’entrata tra i due corpi nudi dei perfomers. In quella frazione di secondi, bisognava scegliere se guardare l’uno o l’altro. “E’ questo il gioco dell’imponderabilia. Nel  volgere di un secondo devi prendere una decisione, ancora prima di poter comprendere perchè” afferma Ulay;  ” se non ci fossero gli artisti, non ci sarebbero i musei, noi siamo delle porte viventi”  per Marina Abramovic

Nel 2010 al MoMa di New York, Marina Abramoc  diede vita ad una nuova performance “The Artist Present”che consisteva nello star seduta su una sedia, guardando negli occhi ogni visitatore che si fosse seduto  innanzi a lei. Così improvvisamente l’artista serba si è trovata innanzi l’amore della sua vita. Non si vedevano da 30 anni.

E’ morto oggi Ulay, dopo aver perso la sua battaglia con il cancro, ma questa battaglia, questa corsa contro il tempo, ha ispirato il suo documentario del 2013 “Project Cancer” diretto da Damjan Kozole; Da Lubiana a New York e Amsterdam per incontrare i suoi amici di una vita.

 

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