Viaggio in Svizzera: dove regna l’arte di scandire il Tempo.

agosto 4, 2016 0 Comments Viaggi 154 Views
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Taccuino di viaggio- Nel cuore delle Alpi, fra montagne innevate, laghi maestosi, città d’arte, aree naturali incontaminate e piccoli paesi con incantevoli case in legno, troviamo la Svizzera.

La Svizzera è una meta favolosa da visitare in qualsiasi stagione, stupenda sia in estate che in inverno. Nel 2015 è stata eletta il paese più felice del mondo.
Incorniciata in quell’ aria da cartolina che le dà un’aria un po’ sognante, troviamo Losanna, la perla del Canton Vaud, adagiata sui pendii e sulle valli della riva settentrionale del lago Lèman, il bellissimo lago di Ginevra. Disposta su tre colline, è tutta un sali e scendi.

Il centro storico in collina è quasi completamente pedonale, vero gioiello di architettura medievale, caratterizzato da vie lastricate, laboratori artigianali e bistrot.

Domina la scena la cattedrale di Notre Dame, capolavoro di architettura gotica, i suoi 152 metri di altezza sono una scala immaginata e immaginaria per raggiungere Dio. L’interno a 3 navate è illuminato dalla luce che filtra dalle alte vetrate novecentesche e dall’originario rosone del 1200 che rappresenta “ l’imago mundi “. La cattedrale è un vero manifesto del gotico, con i suoi portali, decori, rosoni, contrafforti ed archi, che nel 2003 si è arricchita del favoloso organo, unico nel mondo, disegnato dal nostro Giorgetto Giugiaro. Si dice che poterlo suonare sia un vero privilegio ed un’esperienza davvero indimenticabile, grazie alle sue 7000 canne. Alla cattedrale è legata una delle tradizioni più antiche della città: dal balcone della Torre si affaccia il guet, la vedetta che dal 1405 annuncia l’ora e rassicura la popolazione che non c’è nessun incendio in corso ed ogni notte, ogni ora, dalle 22 alle 2, la sua voce riecheggia nelle eleganti vie di Losanna. La sua sobrietà architettonica risale alla dominazione bernese, è una perfetta sintesi tra eleganza francese e rigore tedesco.

Losanna con la sua bellezza e con la sua eleganza è stata amata da grandi artisti che l’hanno scelta come loro rifugio. Fra questi c’era anche Victor Hugo che così la descrisse:” …un blocco di case pittoresche sparse su due o tre colline, dall’ esplanade della cattedrale potevo vedere il lago sopra i tetti, le montagne sopra il lago, le nuvole sopra le montagne e le stelle sopra le nuvole. Era come una scala dove i miei pensieri salivano di gradino in gradino e crescevano ad ogni passo…”.

Come se non bastasse, a tanta bellezza si aggiunge la sacralità della fiamma olimpica che arde a bordo lago. Essa fu accesa il 23 giugno del 1993. Inoltre, in una struttura straordinaria, in una bellissima posizione sul lago, sorge il museo olimpico: un museo high tech tecnologico e interattivo, visivo e audio, ricco di documenti (tra i quali una lettera autografa di De Coubertin nella quale abbozza i 5 cerchi olimpici), film e raccolte di oggetti pregiati, dall’antica Grecia ai nostri giorni comprese tutte le torce olimpiche dal 1936 ad oggi. E’ un percorso che tocca il cuore, un suggestivo omaggio allo spirito olimpico, all’agonismo ed alla determinazione.

A 30 km da Losanna, nel lago Lemano, arroccato su un isolotto roccioso c’è il castello di Chillon, cantato anche da Lord Byron. Questo magico gioiello dell’architettura medievale sembra sollevarsi dalle acque con le sue due cinte murarie circolari, che proteggono i suoi tre cortili ed i 25 edifici interni.

E’ soprannominato il Wasserburg, Castello Acquatico, ed è unito alla terraferma da un passaggio coperto costruito nel 1700 in sostituzione del ponte levatoio, la facciata rivolta verso il lago era la residenza principesca, mentre quella rivolta verso l’interno era la fortezza.

Nel Canton Vallese, invece, ci sono le mete invernali più famose delle Alpi, con valli, ghiacciai, passi alpini, villaggi dalle caratteristiche case di legno, ma anche città d’arte come Sion la capitale del Cantone. Con i suoi 7000 anni di storia alle spalle, Sion è la città più antica della Svizzera, dominata da quattro castelli sontuosi che si stagliano contro il cielo come immense sculture e circondata da meravigliosi vigneti che producono il famosissimo Fendant. Il verde dei prati e dei boschi è la quintessenza delle Alpi svizzere dove montagne e natura dominano la scena.

A Bettmeralp delizioso villaggio, a 2000 metri di quota, con case in legno e balconi coloratissimi per le infinite piante di geranio, si può arrivare solo in funivia e da qui si può raggiungere il ghiacciaio dell’Aletsch, il più grande d’Europa, che è il re dei ghiacciai, patrimonio dell’umanità. Questo nastro sinuoso di ghiaccio di 23 km, che corre tra cime innevate, solo a guardarlo toglie il respiro. La vista è talmente magnetica che rimarresti ore ed ore ad ascoltare i suoi silenzi, a percepire la sua vitalità a respirare l’infinito.

Con uno dei treni più panoramici d’Europa, un piccolo trenino rosso a cremagliera, si raggiunge Eigerwand la stazione più alta d’Europa co i suoi 3450m., inaugurata il 1 agosto 1912, fu un progetto alla cui realizzazione parteciparono tanti italiani. Questa ferrovia, dopo aver attraversato le viscere della montagna, arriva al cospetto dei due giganti, lo Jungfrau ed il Munch: uno spettacolo davvero unico, con una stupefacente visione sull’abisso della temibile parete sud-orientale dell’Eiger e sull’immenso Mare di Ghiaccio.

“Le montagne sono le grandi cattedrali della Terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle…”

Le liriche parole di Jonn Ruskin descrivono alla perfezione il paesaggio della Svizzera. Non possiamo non andare anche noi ad ammirare queste montagne incantate e non si può lasciare la Svizzera senza aver visitato la watch-valley, la valle degli orologi nel Cantone di Neuchatel: la Chaux-de-Fonds – Citè Horlogère. L’alta orologeria è parte integrante del patrimonio culturale svizzero e da oltre 400 anni essa è dedita alla scienza del tempo. Artigiani altamente qualificati si trasmettono da generazioni a generazioni un know-how unico, volto alla creazione di capolavori di tecnica e minuzia. Sebbene l’orologeria non sia nata qui, vi fu portata dai reduci Ugonotti, è qui che ha conosciuto sviluppo fama e modernità. Ed è qui che vi è il più importante museo dell’orologeria con più di 4000 pezzi da collezione, uno più raro e più bello dell’altro. Qui, si entra nel tempo, nel ticchettio dei maestri delle ore.

Qualcuno una volta ha detto che il tempo ci aspetta al varco, credo, invece, che il tempo sia un amico che ci accompagna e ci ricorda di godere di ogni istante. E’ dunque facciamolo: viaggiamo, conosciamo il mondo e così conosceremo anche noi stessi.

Rosanna Palumbo

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