Sanremo: Tra polemiche e scivoloni, scenografie al passo con i tempi

febbraio 6, 2019 0 Comments tv-cinema 295 Views
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Istantanea del Bel Paese che canta- di Claudia Izzo-

Taglio del nastro per la 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana, la kermesse che più di ogni altra  si pone come uno spaccato di vita del Bel Paese: i contenuti delle canzoni, il look degli interpreti, le scenografie restano infatti una buona radiografia dei nostri tempi, delle mode, delle tendenze, un flash canoro sul mondo attuale racchiuso in note e parole.

E mentre sulle altri reti venivano proposte alternative per coloro che nel Festival e nella conduzione degli ultimi anni non si ritrovano, sul palco dell’Ariston si sono alternati i primi 24 cantanti in gara : Francesco Renga, Nino D’Angelo e Livio Cori, Nek,The Zen Circus, Il Volo, Loredana Bertè, Daniele Silvestri Federica Carta e Shade,Ultimo,Paola Turci, Motta, Boomdabash, Patty Pravo con BrigaSimone Cristicchi, Achille Lauro, Arisa, Negrita, Ghemon, Einar, Ex-Otago, Anna Tatangelo, Irama, Enrico Nigiotti, Mahmood.

Al timone della manifestazione canora sempre Claudio Baglioni, spalleggiato quest’anno da Claudio Bisio  e da una elegante Virginia Raffaele, subentrata ad una ipotesi che avrebbe visto a Sanremo Vanessa Incontrada. Presente come la precedente edizione Pierfrancesco Favino.

Festival si, Festival no:  iniziato da pochissimo, la 69esima edizione del Festival di Sanremo si presenta da subito piena di polemiche. Partiamo dalle riflessioni baglioniane sui migranti in conferenza stampa di apertura, che hanno creato una frattura tra Baglioni ed il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma ritenute strane da molti, visto che lo stesso Baglioni avrebbe rifiutato, la scorsa edizione,  la presentazione di una canzone di Guccini incentrata proprio sui migranti. Ci ha pensato Bisio, con un momento un pò forzato ad andare  in difesa di Baglioni con riferimenti ironici al passerotto, elemento famoso di un testo di Baglioni , che nasce in Africa e migra in Europa da sempre, con nette allusioni agli sbarchi.  Altre polemiche si sono registrate poi per la clausola di trasparenza dei contratti RAI che non sembrerebbe  essere stata rispettata dal cantante- conduttore. Se questa infatti prevede che non vi siano relazioni (etichette, manager, edizioni e booking) tra coloro che devono selezionare gli artisti che partecipano al Festival, Baglioni avrebbe selezionato proprio artisti che fanno parte della sua stessa agenzia  che fa capo a Fedinando Salzano. Ulteriore polemica, quella che vede un cachè da 585mila euro spettanti al cantante-conduttore romano mentre ne aveva chiesti 700mila, e su quelli di Bisio, 250mila e della Raffaele di 150mila in un momento storico in cui nel Bel Paese si fanno i conti con il reddito di cittadinanza, con il tasso di povertà diviso tra assoluta e relativa.

Un palco meravigliosamente tecnologico con scalinate a scomparsa e platee mobili con la regia di Duccio Forzano, ha offerto un costante gioco di luci e colori per quattro ore di diretta no stop, regalandoci una scenografia del tutto nuova, al passo con i tempi. Per qualche inguaribile nostalgico l’ assenza dei tradizionali fiori sul palco e dello storico direttore d’orchestra Peppe Vessicchio non sono passate certo inosservate.

10 milioni di spettatori, con uno share del 49,5 % per una edizione che ha visto tra gli ospiti Andrea Bocelli indossare un “chiodo” di pelle nero come 25 anni fa a Sanremo quando trionfò nel 1994 , sezione Giovani, con “Il mare calmo della sera” interpretato ieri sera con Baglioni. Poi, il  passaggio beneaugurante  del “chiodo padre-figlio e, proprio con quest’ultimo, Bocelli  ha duettato interpretando Fall on me, inciso insieme.  Giorgia ha duettato poi  con Baglioni,  e poi, il trio dei conduttori, insieme a  Claudio Santamaria,  hanno omaggiato il Quartetto Cetra.

Dopo lo smarrimento di Patty Pravo che, per un problema tecnico, ha affermato di non sapere se era lì per fare una passeggiata o per cantare, non sono mancati scivoloni come il gesto di saluto con la mano da parte di Bisio a Bocelli, o come la querelle sulla giacca di Bisio, verde, nero, oro con inserti lurex. “La mia costumista ha lavorato con i Casamonica” dice Bisio, “Salutiamo i Casamonica”, risponde la Raffaele.  In Italia si mandano in eurovisione anche i saluti ad una organizzazione criminale presente a Roma e operante nell’area dei Castelli Romani e del Litorale laziale, protagonista di attività illegali, traffico di stupefacenti, arresti… Bisio ironizza sull’eventuale taglio della registrazione , che, ovviamente in diretta, non potrà esserci.

Nel DopoFestival  l’attrice Anna Foglietta, poi,  mostra un cartello grazie al quale si è potuto assistere al vilipendio della lingua italiana, con la scritta “Qual’è il tallone di Achille ?” con tanto di apostrofo che ci ha ricordato i docenti di lettere e le matite bicolori. Quando la voglia di apparire supera quella di formarsi…

Ma gli Italiani si sa, sono un popolo paziente.

 

 

 

 

 

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