Addio a Bernardo Bertolucci, regista del film scandalo “Ultimo tango a Parigi”

novembre 26, 2018 0 Comments tv-cinema 138 Views
Addio a Bernardo Bertolucci, regista del film scandalo “Ultimo tango a Parigi”
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Cinema-di Claudia Izzo-

E’ morto oggi,  a Roma, il regista italiano tra i più grandi e  trasgressivi, sceneggiatore e produttore cinematografico: Bernardo Bertolucci.

E’ stato il vero esponente del nuovo cinema italiano, con il suo stile ispirato ai sentimenti poetici del cinema pasoliniano, alla modernità ed allo sperimentalismo di Godard, sapendosene affrancare al tempo stesso.  Autore di opere pervase di teorie freudiane, ha creato un cinema diventato punto di riferimento per generazioni e per “addetti ai lavori”. Ha saputo colpire, affascinando.

Classe 1941, ateo, figlio del poeta Attilio Bertolucci, si iscrive al Corso di Laurea in lettere presso l’Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”,  ma abbandona gli studi  perchè affascinato dalla Settima Arte, divenendo poi assistente di Pier Paolo Pasolini, suo vicino di casa. Lavora come assistente  nel film “Accattone”,  staccandosi  dalla poetica pasoliniana per cercare la propria strada, soffermandosi sull’individualità di persone che si trovano innanzi a bruschi cambiamenti.

Leone d’Oro alla Carriera alla 64esima Mostra Internazionale Cineatografica di Venezia e nel 2011 ottiene la Palma d’Oro onoraria al 64esimo Festival di Cannes, Bertolucci  ha firmato la regia de  “Il conformista”, il film scandalo “Ultimo tango a Parigi”, “Il tè nel deserto, “L’ultimo imperatore”che  gli valse l’Oscar per la regia e per la sceneggiatura.

E’ il 1972, infatti,  l’anno in cui il regista viene investito da grande notorietà per quello che è stato definito il film che ha segnato un’epoca, “Ultimo tango a Parigi”, con Marlon Brando e Maria Schneider, Jean-Pierre Lèaud e Massimo Girotti dove i protagonisti sono esseri alla deriva, la cui unica via di uscita sembra essere la trasgressione dove il sesso diviene l’unica risposta possibile. Pellicola censurata, sequestrata, ritirata dalla Cassazione nel 1976 con il regista  condannato per offesa al comune senso del pudore, privato dei diritti civili per cinque anni, tra cui il diritto al voto. La pellicola venne dissequestrata nel 1987 ed è tornata nelle sale cinematografiche solo nel maggio 2018, nella versione restaurata. Nel 1976 “Novecento” diviene uno spaccato  delle lotte contadine emiliane dai primi anni del secolo fino alla Seconda Guerra Mondiale con Robert De Niro, Gèrard Depardieu, Donald Sutherland, Sterling Hayden, Burt Lancaster, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli, Alida Valli, Laura Betti, Romolo Valli, Francesca Bertini. Come poter dimenticare il kolossal anni 80 girato in Cina, “L’ultimo imperatore”? Ben nove i premi Oscar tra cui quello per il miglior film e per la migliore regia, divenendo così l’unico regista italiano, con Frank Capra, a vincere il premio di categoria. Nel 1990 il Marocco diventa la location ideale per “Il tè nel deserto”, mentre nel 1993 è la volta di “Piccolo Buddha”, ambientato in Nepal e negli Stati Uniti. “Io ballo da sola”del 1996 trova critica e pubblico altalenanti, con  The Dreamers nel 2003 affronta le passioni e le rivoluzioni sessuali di una coppia di fratelli fino a giungere a ” Io e te”, trasposizione del libro di Niccolò Ammaniti. Muore oggi un maestro della settima arte, con un mondo del cinema  più povero di contenuti e di stile.

 

 

 

 

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