La storia della musica rock nei libri di grandi giornalisti italiani

luglio 11, 2018 0 Comments Sudigiri 542 Views
La storia della musica rock nei libri di grandi giornalisti italiani
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Ogni tanto fa bene rileggere un po’ di storia, e non mi riferisco a quella che si impara a scuola, bella e interessante per alcuni, ostica per altri, ma a quella che ha segnato, direttamente o indirettamente, la vita di almeno due o tre generazioni di giovani tra gli anni ‘60 e ‘80, la storia della musica rock.

A dire il vero oggi, grazie ad internet, è molto facile informarsi sui fatti e personaggi che hanno segnato, musicalmente parlando, un trentennio che ha visto la nascita di eccellente musica, considerata spesso seminale e rivoluzionaria, e che ha avuto un grande impatto sociale e culturale, senza la quale molta musica prodotta oggi non sarebbe mai esistita.

Non sempre però Internet ci facilita la vita. In questa ricerca, che per molti è una vera e propria avventura alla Indiana Jones, per quanti sono gli affluenti che alimentano il grande fiume del rock,  il percorso conoscitivo avviene di solito nel senso opposto allo scorrere del tempo, a ritroso, dal presente fino ad arrivare alle origini.

Voglio invece suggerire di fare questo percorso al contrario: leggere (o rileggere) la storia seguendo il suo naturale svolgimento, dalle origini fino ad oggi. Ma per fare questo occorre essere guidati da chi è già passato per quella via, una guida esperta che ci indichi la strada.  E mi riferisco a quei giornalisti che  hanno vissuto in prima persona quegli anni e sono testimoni privilegiati di una storia ormai lontana ma degna di essere raccontata.

Ovviamente la letteratura è piena di testi importanti e considerati anch’essi parte della storia, ma non sarebbe stato utile in questa sede citare libri fuori catalogo. Per rendere agevole il lavoro ai volenterosi lettori (nei quali mi auguro si accenda il sacro fuoco della passione) sono stati presi in considerazione solo testi in italiani di autori italiani pubblicati e distribuiti recentemente con qualche eccezione. Quelli scritti in inglese da autori inglesi o americani, sono infinitamente più numerosi ma sicuramente meno immediati e più impegnativi da leggere.

Iniziamo con un libro di un giornalista famoso (forse il più famoso) che porta il nome di Riccardo Bertoncelli. Critico musicale piuttosto severo (soprattutto in gioventù, quando firmava i lunghi articoli sulla rivista Gong e non solo) e per questo citato in una celebre canzone di Guccini, L’Avvelenata.  Ha scritto molti libri il più recente dei quali è “1968 Soul e rivoluzionepubblicato nel 2018 dalla casa editrice Giunti.

Bertoncelli in questo volume racconta la musica del ’68, un anno considerato mitico per ragioni politiche, sociali e appunto per la musica prodotta a quel tempo. È considerato “l’anno più fragile della seconda metà dei ’60, là dove tra rock e nuovo jazz si inventa un altro modo di fare musica, di ascoltarla, di viverla” (cit.)

I Beatles in India, l’ultimo anno dei Cream, i Pink Floyd di Syd Barret, la “Summer of Love” di San Francisco con i Jefferson Airplane e la mitica Janis Joplin (cui è dedicata la copertina del libro), Hendrix, Zappa, Byrds sono alcuni dei temi trattanti nel libro nel quale, ovviamente, non mancano le indicazioni per collezionare 50 dischi che non possono mancare in una collezione degna di questo nome.

Se la penna di Bertoncelli vi piace e intendete scoprire cosa è accaduto, musicalmente parlando, subito prima e subito dopo il ’68, Giunti ha pubblicato anche altri volumi dello stesso autore: “1965-1966. La nascita del nuovo Rock”, “1967. Intorno al Sgt. Pepper” e “1969. Da Abbey Road a Woodstock”.

Più ampia, invece, è la visione di Bertoncelli nel volume “Storia leggendaria della musica rock” (sempre per Giunti), nelle cui pagine si trova “un reticolo di storie”, come l’autore stesso definisce i suoi racconti,  che coprono un arco temporale di 50 anni all’interno dei quali ritroviamo “i grandi eroi, gli eventi storici, le novità, gli scandali, le illusioni e disillusioni che hanno segnato profondamente l’immaginario collettivo del secolo scorso e ancora nel primo decennio del nuovo millennio”.

Un’altra importante casa editrice, la Hoepli,  negli ultimi due anni ha pubblicato libri di diversi autori molto interessanti da leggere per i contenuti e belli da guardare per la grafica e l’impaginazione anche se un po’ troppo patinati sul piano estetico.

Il primo libro che vi consiglio di questa casa editrice è quello a firma di Ezio Guaitamacchi, giornalista, scrittore, musicista, e tante altre cose, intitolato “Atlante rock. Viaggio nei luoghi della musica”.

Attraverso una trentina di itinerari geo-musicali, Guaitamacchi ripercorre le tappe più importanti che hanno segnato la storia della musica rock, invitando il lettore a visitare, realmente o con l’immaginazione, la villa dove i Beatles hanno incontrato Elvis per esempio, oppure lo scantinato dei primi Stones, il ponte di Kurt Cobain, le case in cui le rockstar hanno vissuto e i grandi club dove si sono esibiti come Marquee, CBGB, Fillmore, Troubadour. Insomma una guida turistica sui generis per amanti dei viaggi e del rock.

Il secondo libro è quello scritto a due mani dal giornalista Luca Masperone e dal polistrumentista Stefano Tavernese “La storia della chitarra rock”. Se c’è uno strumento che più degli altri è l’icona della musica rock quello è senza alcun dubbio la chitarra. Sono tanti i chitarristi che hanno scritto pagine memorabili e le loro storie le troverete in questo libro.

Chi ha costruito la prima chitarra elettrica? Contro chi combatteva Santana sul palco di Woodstock? Com’è nato il suono di Hendrix? Com’è arrivato il blues in Inghilterra? In questo volume, riccamente illustrato con più di 300 foto,  ci sono le risposte a queste e altre domande. Un libro concepito come un racconto che attraversa 100 anni di evoluzione della musica e soprattutto della chitarra.

Chiudiamo questa carrellata di suggerimenti con cinque libri firmati e autoprodotti da Max Stèfani, giornalista che i lettori di SalernoNews24 già conoscono grazie all’intervista pubblicata alcuni mesi fa (e che potete rileggere qui), e soprattutto perché è stato per alcuni decenni il direttore dello storico mensile di musica rock “il Mucchio Selvaggio”.

Il mio è sempre stato un giornalismo d’attacco. Politicamente scorretto. Provocatore. Mai portatore di sicurezza ma di dubbi. Ho sempre cercato di far pensare chi mi leggeva. Di non dargli certezze ma voglia di andare oltre di guardare oltre lo specchio deformato” questo è quello che dice di se stesso Stèfani in un recente post pubblicato sul suo profilo Facebook commentando la chiusura, dopo 41 anni di vita, della versione cartacea del citato “Mucchio”.  I suoi libri sono particolari perché Max, grazie ad un meticoloso lavoro di ricerca e selezione, fatto su pubblicazioni originali dell’epoca,  alterna ai suoi ricordi di appassionato e professionista del giornalismo rock le parole (che descrivono i fatti, riportano opinioni e svelano i retroscena) dei diretti interessati riprese dai media dell’epoca. Dunque nei suoli libri la musica, i fatti e gli eventi passati alla storia sono raccontati direttamente da coloro che la storia del rock l’hanno fatta veramente.

Il primo libro che vi suggerisco è “In Rock We Trust, percorsi di rock in Italia”, un volume nel quale viene raccontata “la storia dei più importanti giornali, programmi radio e TV, siti web, concerti, locali, scene musicali vicine al rock in Italia dal 1950 ad oggi”.  Gli altri sono  “Happy Trails – Duane Allman, Mike Bloomfield, Gerry Garcia, Jimi Hendrix, Jorma Kaukonen e Stephen Stills – La storia di sei grandi chitarristi americani dal 1960 al 1975”. “ I 4 Cavalieri dell’Apocalisse  – Peter Green, Jimmy Page, Jeff Beck , Eric Clapton – La storia dei quattro grandi chitarristi inglesi dal 1960 al 1970”. “California dream – 1960/1980 – Jackson Browne, Gene Clark, Ry Cooder, Lowel George, Randy Newman, Gram Parsons e Warren Zevon”. E per finire il più recente di tutti “Beautiful winners – Bruce Sprigsteen, Bob Seger, Steve Miller – 1960/1980

I libri di Max Stèfani non si trovano in libreria ma si possono trovare in qualche negozio di dischi o potete richiederli direttamente all’autore contattandolo tramite il suo profilo Facebook.

In conclusione di questo lungo articolo, che ovviamente non è esaustivo per quanto riguarda la letteratura prodotta sulla musica rock, non posso (e non devo) dimenticare una pubblicazione ormai storica come la “Enciclopedia del Rock” edita da Arcana e reperibile su Amazon. Con 1.600 schede biografiche con formazioni discografie ufficiali e oltre 20.000 album citati è una pubblicazione che non può mancare in nessuna raccolta di libri sulla musica rock che si rispetti.

A questo punto… buona lettura e buona musica rock a tutti.

Nicola Olivieri

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