Inaugurato al Bellini il nuovo ciclo di incontri sulla Storia di Napoli

novembre 13, 2017 0 Comments Sedimenti
Inaugurato al Bellini il nuovo ciclo di incontri sulla Storia di Napoli

Giuseppe Galasso e la lezione sulla rivoluzione del 1799-di Giorgio Coppola-

Si è chiusa con un ringraziamento ad Eleonora De Fonseca Pimental e ai suoi compagni di avventura (denominati ripetutamente “patrioti”) la lezione tenuta il 12 novembre dal Prof. Giuseppe Galasso, che ha inaugurato il nuovo, meritevole, ciclo di incontri organizzato dal Teatro Bellini e dall’Editore Laterza. Il tema di quest’anno è “Napoli come un romanzo” e non poteva che partire dalla rivoluzione del 1799 e da “Il resto di niente” di Enzo Striano, punto fermo della letteratura italiana.

Galasso, dopo aver reso omaggio allo scrittore, ricordando le prime bozze del romanzo e i dubbi che attanagliavano durante la stesura Striano (deceduto subito dopo la pubblicazione ad opera dell’editore Loffredo), ha ripercorso le tappe della vita di Eleonora, fulgida figura del settecento napoletano, portoghese, nata a Roma e trasferita ad otto anni nella capitale del Regno, a cagione della crisi dei rapporti tra la Santa Chiesa e l’Ordine dei Gesuiti. A Napoli, Eleonora si distinguerà per intelletto e capacità di scrittura, unendosi ai circoli più prestigiosi, fino a diventare icona della rivoluzione del 1799.

Alcuni punti della lezione di Galasso sono importanti da ricordare. Intanto che è errato considerare i moti isolati nel panorama storico, siccome fondamentale fu l’influenza della rivoluzione francese e dell’Illuminismo. Di poi, che la Repubblica “Napolitana” (sbagliato chiamarla partenopea, chiarisce il professore, che, a tratti, ha mostrato un inteso coinvolgimento emotivo), pur avendo avuto una durata di appena sei mesi (dal gennaio al giugno, allorquando i Borboni riconquistarono la città), ebbe, comunque, il tempo di promulgare riforme sociali. Inoltre, la posizione delle masse popolari, che, pur avendo donato una scarsissima partecipazione, per la prima volta mostrarono un volto meno indolente (che cozza, però, con la lettura finale di due lettere, successive all’inizio delle esecuzioni del 20 agosto, che evidenziavano come al popolo piaccia l’essere succube e sottomesso). Infine, che la rivoluzione – spenta nel sangue e con il tradimento del patto sottoscritto con il Cardinale Ruffo, plenipotenziario del Re Ferdinando, nel frattempo rifugiatosi in Sicilia – ebbe un’influenza decisiva nell’ottocento, con l’arrivo dei francesi nel Regno e la pubblicazione del codice civile.

Gli incontri proseguiranno ogni due domeniche, con la medesima formula del “vero e del verosimile”, ovvero, della Storia e della narrazione di Napoli. Il 26 novembre toccherà a Mascilli Migliorini parlare di “Graziella” di Lamartine e della scoperta romantica, mentre il 10 dicembre Paolo Macry affronterà il degrado, la violenza e la camorra, ovvero raccontare il male, da “Il ventre di Napoli” a “Gomorra”. Nel 2018 le lezioni proseguiranno con il conflitto sociale (14 gennaio, da “Tre operai” di Bernari a “La dismissione” di Rea), uno sguardo inglese (28 gennaio da “Napoli 1944” di Norman Lewis), l’altra guerra (11 febbraio con “Napoli milionaria” di De Filippo), il disordine americano (25 febbraio con “Spaccanapoli” di Domenico Rea), anni cinquanta, il conflitto politico (11 marzo con “Mistero napoletano” di Ermanno Rea), 1954 e oltre, giovani per sempre, giovani mai (25 marzo, con “Ferito a morte” di La Capria), per chiudere con una retrospettiva a cura della giornalista Titti Marrone, dal titolo: Napoli è un romanzo?
Da segnalare che la prima lezione ha visto il Teatro Bellini esaurito in ogni ordine di posto, con una grande attenzione da parte dell’uditorio.

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply