Alla Reggia di Caserta la Klimt Experience

luglio 13, 2017 0 Comments Sedimenti
Alla Reggia di Caserta la Klimt Experience

La mostra multimediale aperta sino ad ottobre 2017

Da Van Gogh a Klimt, passando per Dalì. Sono le nuove mostre multimediali dove scompaiono le opere dei grandi pittori per fare posto a luci, proiezioni, suoni, all’interno di vere e proprie stanze multisensoriali, dove pareti e soffitti diventano lo sfondo per la proiezione continua di immagini di quadri e di particolari pittorici.
Il successo di queste mostre, basate su una esperienza sensoriale, lo si deve all’allestimento particolare, e, soprattutto, alla novità; e sarebbe un errore paragonarle a quelle tradizionali, che pongono, invece, lo spettatore di fronte all’arte impressa sulle tele.

Dopo Firenze, dunque, la Klimt Experience è approdata a Caserta, nello splendido scenario della Reggia, e, a giudicare dal numero dei biglietti staccati ad oggi, il pubblico sta gradendo. Si tratta di circa settecento immagini, proiettate ovunque, in una continua sovrapposizione di luci e colori, il tutto condensato con un sottofondo musicale, che consente di calarsi all’interno di un gioco virtuale, in un perfetto connubio tra arte e tecnologia. Si può considerare anche un’anticipazione dei prossimi festeggiamenti, previsti per l’anno prossimo, in occasione del centenario dalla morte del pittore austriaco, vissuto a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, tra i fondatori della secessione viennese (il gruppo di artisti che decise di staccarsi dall’Accademia delle belle arti per diventare gruppo autonomo) e noto per i suoi richiami all’arte bizantina, che conobbe e apprezzò durante il soggiorno a Ravenna. Alcuni quadri di Klimt hanno superato la stessa storia dell’arte, per diventare vere e proprie icone del grande pubblico, come “Il bacio” o la “Giuditta e la testa di Oloferne”, anch’essi proiettate, insieme a fotografie del Maestro viennese.

Come giustamente osserva lo storico dell’arte Fabrizio Federici, sarebbe più consono chiamare questi eventi spettacoli, piuttosto che mostre, al fine di non ingenerare confusione, ma, anche, perché sono effettivamente più vicini ai primi che alle seconde. E possono essere considerate ben accette, laddove hanno lo scopo di avvicinare il grande pubblico, attraverso un tour che tocca più luoghi. Tanto dovrebbe spingere le persone ad incuriosirsi e a raggiungere le città dove sono conservati gli originali (quelli di Klimt in gran parte a Vienna, ma anche a Roma, Venezia, Praga e New York). In quest’epoca dove tutto è a portata di un semplice clic, questi spettacoli corrono, invece, il rischio allontanare ancora di più il pubblico dalla diretta fruizione.
In qualsiasi caso, con lo spirito giusto, queste “experience” vanno visitate. E Caserta è una buona occasione.

Giorgio Coppola

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