A Villa Medici e a Palazzo Barberini di Roma due mostre da non perdere

dicembre 15, 2017 0 Comments Sedimenti 266 Views
A Villa Medici e a Palazzo Barberini di Roma due mostre da non perdere

Claudel, Peyton, Rodin ed Arcimboldo nella capitale-di Giorgio Coppola-

Tra le mostre attualmente in esposizione a Roma, ne segnaliamo due in particolare.La prima è allestita presso la splendida Villa Medici, sita al di sopra della scalinata di Trinità dei Monti, e sede dalla fine del ‘700 dell’Accademia di Francia. Si intitola “Eternelle Idole”, e sposa i quadri della contemporanea Elisabeth Peyton alle sculture di Camille Claudel e Auguste Rodin. Cosa ha in comune la pittrice americana con i due artisti francesi? A prima vista sembrerebbe ben poco. I colori accesi della Peyton, le immagini rock che ella dipinge, appaiono in contrasto con i lavori dei due scultori di fine ottocento, eppure, nell’affascinante tragitto della mostra, qualcosa cattura inesorabilmente gli spettatori, ed è la capacità di ritrarre. Volti, occhi, i segni della personalità nascosti tra le pieghe della pelle e i contorni degli occhi sono la tematica di fondo della intera mostra. Della Claudel, allieva e amante di Rodin, travolta da una passione che la tormenterà sino alla fine (per chi voglia approfondire, segnaliamo, tra i numerosi libri, quello edito in Italia da Castelvecchi, a cura di Odile Ayral-Clause) troviamo cinque sculture, tra cui quella in bronzo nota come “L’abbandono”. Altrettante sono esposte di Rodin, compresa la meravigliosa “L’eternal printemps”, un sensuale abbraccio datato 1898. Alle pareti fanno da contraltare i quadri della newyorkese Peyton, tra cui un ritratto del fantasma di Camille, nell’ultima sala, esposta proprio a ridosso di una testa in gesso con cui Rodin nel 1884 rese omaggio alla sua allieva. La mostra chiude il 7 gennaio 2018.

A pochi passi da Villa Medici, precisamente nel Palazzo Barberini è, invece, in esposizione una avvincente galleria di volti dipinti da Giuseppe Arcimboldo. Davvero vale la pena di non perderla, al fine di ammirare da vicino il talento del pittore cinquecentesco, si di scuola manieristica, ma che ha anticipato di quattrocento anni, e con acume straordinario, il surrealismo del novecento. Le teste scomposte sono un vero miracolo di ingegneria artistica. Dalle quattro stagioni, agli elementi naturali, i quadri di Arcimboldo lasciano stupefatti per la cura dei dettagli e la incredibile fantasia, che solo menti geniali sono in grado di partorire. Adatta ad un pubblico di ogni età (anche ai più piccoli), la mostra ci conduce con garbo nel mondo del pittore italiano, che per gran parte della sua vita fu alla corte di Vienna e poi di Praga.

                                     

La collezione, infatti, proviene da musei stranieri, e collezioni private; dunque, è davvero un’occasione unica poterla ammirare nella sua completezza. I contatti che i diversi popoli ebbero a partire dagli inizi del cinquecento, la scoperta delle diverse forme di vita, e gli studi connessi sulla botanica, influenzarono inesorabilmente gli artisti dell’epoca.

                                       

 

Tanto appare evidentissimo dalle stesse opere dell’Arcimboldo, che non si limitò a giocare con la natura che cela volti umani, ma con la stessa arte e la varia umanità. Così, è sorprendente guardare un quadro allo specchio e scoprire che una natura morta, rivoltata, cela uno sguardo umano. L’ironia, di cui era pieno l’Arcimboldo, è osservabile, invece, nei quadri conosciuti come il “Bibliotecario” e il “Giurista”, dove un corpo umano può essere una composizione di libri e un naso, in realtà, un pollo arrosto.
La mostra chiude l’11 febbraio 2018.

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply