Sanremo: un incanto tra fiori, musica, gioco e teatro

febbraio 20, 2018 0 Comments Turismo 934 Views
Sanremo: un incanto tra fiori, musica, gioco e teatro
12Shares

Turismo- di Rosanna Palumbo-

Perché Sanremo è Sanremo! Ma, perché Sanremo è Sanremo? Perché è una delle località climatico – balneari più famosa d’Italia e del mondo. E’ considerata “La perla della Riviera dei Fiori”grazie alla sua posizione. Stretta tra le colline ed il mare, situata in un’ampia insenatura tra Capo Verde o Punta d’Arma e Capo Nero, protetta dai venti del nord dalle alte colline che la circondano e che si estendono ad anfiteatro alle sue spalle, gode di un clima mite tutto l’anno.

Forse è vero che la dea dell’Aurora rovesciò qui il contenuto della sua cornucopia, donandole tanta bellezza! E poi, merito dei suoi abitanti è stato quello di abbellirla sempre più. Sì, perché Sanremo non è solo la città del Festival, ma offre uno dei borghi più affascinanti della regione.

La Pigna, l’antico centro storico di Sanremo che conserva ancora il fascino di borgo medievale, è chiamato così per i suoi caratteristici carrugi e per le antiche fortificazioni che ricordano la conformazione delle squame di una pigna. Una passeggiata a la Pigna permette di scoprire una Sanremo inedita, fatta di vicoli tortuosi e scalinate che si arrampicano sulla collina, in un intreccio di colori, odori e stradine che formano cerchi concentrici. Piccoli cortili, passaggi coperti, scalinate e archi creano chiaroscuri evocativi e rendono il vecchio cuore della città un luogo veramente affascinante. Sono molti gli scorci suggestivi ed i palazzi ricchi di storia. Tra i tanti, il Palazzo dei Conti Sapia Rossi, dove soggiornò Napoleone Bonaparte. Attraverso le porte della città, attraverso le silenziose piazzette, come l’incantevole Piazzetta dei Dolori, si arriva alla sommità della città vecchia, dove sorge il Santuario della Madonna della Costa, protettrice dei marinai, dal quale si può ammirare un panorama spettacolare. Panorama e clima che hanno richiamato tanti stranieri venuti qui in cerca di bellezze naturali e architettoniche, di sole, di mare e di colline. Colline che gli abitanti hanno terrazzato per creare l’industria dei fiori che pian piano ha conquistato l’Europa.

La storia della floricoltura a Sanremo ha addirittura una data di inizio,1856, e un nome, Alphons Karr, scrittore parigino esule che avviò il commercio dei fiori spedendo a Parigi, via treno, ceste di profumatissime violette, narcisi e incantevoli ranuncoli. Violette talmente profumate e speciali da diventare una pregiata essenza, per il profumo conosciuto e apprezzato in tutta Europa: “l’Essenza di Violetta di Sanremo” .

Il garofano, introdotto dal giardiniere Lodovico Winter, divenne poi il re dei fiori, tanto che con la sua riproduzione per talee si avviò la floricoltura su basi scientifiche e fu istituita la Stazione Sperimentale di Floricultura. Alla fine dell’800, gli stranieri che venivano in Riviera non erano dei semplici turisti; spesso la sceglievano per soggiornarvi o addirittura come residenza. Vi si stabilirono personaggi illustri, come la zarina Maria Alexandrovna, lo scienziato Albert Nobel e molti altri, che vi portarono una cultura raffinata, cosmopolita, mondanità e spesso il loro spirito da mecenati. Infatti, proprio in quel periodo sorsero le ville più belle e sontuose.

Anche gli alberghi più prestigiosi furono costruiti in quel periodo. Il primo grande albergo, il Grande Hotel Royal circondato da oltre sedicimila metri quadri di giardino tropicale e che si affaccia proprio sul lungomare, fu edificato nel 1871, ed ora è bello esattamente come allora. Per non parlare poi del Casinò di Sanremo, nel più puro stile Liberty, imponente e bellissimo edificio unico nel suo genere. Gioco, ma non solo gioco, il Casinò Municipale dal 2004 ospita l’importantissima European Poker Tour a cui partecipano i migliori giocatori provenienti da tutto il mondo. Dunque esso è “gioco” ma è anche “teatro”, con le numerose rappresentazioni e balletti ed è “musica” con le sue ricche stagioni concertistiche rese ancor più importanti per la presenza di un’Orchestra Sinfonica stabile. Inoltre, nelle sue sale private eleganti e luminose vi si tengono Lunedì Letterari e mostre d’arte, perché il Casinò è anche cultura e spettacolo. A proposito di spettacolo, il Casinò nel 1951 ospitò il famosissimo Festival di Sanremo fino al 1976, quando fu poi trasferito nel Teatro Ariston.

Il Teatro Ariston, proprio come indica l’etimologia del nome, dal greco ἄριστον, migliore o eccellente, è una struttura immensa e maestosa costruita con le tecniche più all’avanguardia degli anni ’50. Diventato famoso soprattutto per la Kermesse che vi si svolge, quest’anno ha dato il meglio di sé anche grazie alla scenografia molto curata e con un pizzico di simbologia. La scenografia del Teatro si è sviluppata su fondo completamente bianco, simbolo della purezza di tutte le arti, che si trasformava poi in una tavolozza dai mille colori grazie alle 4.870 lampadine a goccia che richiamavano il passato, ma nello stesso tempo ci proiettavano nel futuro grazie alla tecnologia avveniristica. Al centro della scena Un Fiore Strutturale, simbolo di Sanremo, che apriva i suoi petali di luce sbocciando in mille colori. Sicuramente il 68° Festival è destinato a rimanere nella mente e nel cuore di chi lo ha seguito. Una edizione straordinaria grazie al direttore artistico Claudio Baglioni e ai conduttori Michelle Hunziker e Pier Francesco Favino. Una manifestazione capace di migliorare i propri incredibili record di ascolti serata dopo serata. Dove la Musica, con la M maiuscola, è stata l’indiscussa protagonista, con grandi ospiti del repertorio musicale italiano e non solo, dove la luce dei riflettori era puntata soprattutto sui cantanti, tutti veramente d’alto livello … perché Sanremo è Sanremo!

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply