“Portatori sani di coccole uniamoci”

maggio 16, 2016 0 Comments Stili di vita 147 Views
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L’Amore può davvero tutto –

Chiunque, come me, ha una riserva pressoché inesauribile di coccole ed è disposto a donarle, deve sapere che è arrivato il suo momento.

L’agenzia statunitense Spence-Chapin ha addirittura avanzata una richiesta di aiuto per volontari disposti a “donare affetto”a bambini bisognosi d’amore. Anche in Italia esiste un’associazione che si occupa di questo: l’associazione Dharma che opera nel bresciano con i suoi 300 volontari. L’attività principale de : “I bambini Dharma” è proprio il “ coccolaggio ” per cercare di compensare il più possibile l’assenza dei genitori. Chiunque può candidarsi purchè abbia delle caratteristiche che non compromettano in nessun modo la serenità dei piccoli. Ogni “ donatore d’affetto” può coccolare i neonati dalle 2 alle 6 settimane, dopo aver, ovviamente, frequentato un corso di formazione ad hoc.

Si, perché, non è un gioco.

Questa terapia ha una base rigorosamente scientifica, una spiegazione fisiologica: le coccole aumentano i livelli nel corpo di oxytocin, un ormone che genera sensazioni positive e di calore. Poi, ci sono alcune fibre nervose che trasformano le carezze in sensazioni di piacere, fibre specializzate nel “ tocco delicato” coinvolte nella gestione delle emozioni e dell’affettività. Questi nervi a conduzione lenta, ribattezzati “nervi sociali” , possono essere paragonati a dei cavi che portano solo energia positiva e ricoprono un ruolo di primo piano nei rapporti umani in tutte le sue sfaccettature, tanto che l’abitudine o la mancanza di carezze durante i primi anni di vita potrebbe ripercuotersi sull’ adeguato sviluppo, con effetti negativi su una serie di comportamenti e stati psicologici nel resto della vita.

I bambini piccoli sono molto sensibili alle carezze ed ai tocchi gentili perché i ricettori del tatto sono i primi ad entrare in attività dopo il concepimento e già nei primi mesi di gravidanza trasmettono a questo esserino le sensazioni di sfioramento carezzevole dal liquido amniotico. Ad ogni movimento della mamma il liquido fluttua ed il bambino è avvolto da una lunga carezza ondeggiante. Mai più questa nuova vita sarà così coccolata ed al sicuro. Perciò quando baciamo , accarezziamo, sfioriamo un bambino è come se lo riportassimo nella sicurezza del grembo materno che per lui è sinonimo di felicità e benessere. Abbracci, coccole, baci , dolci momenti di affetto con il bambino lo aiutano a crescere ed a fortificarsi. Per il neonato ed anche per il bambino di pochi mesi, il tocco della propria mamma equivale a sentirsi dire: eccomi sono qui, accanto a te e ti voglio bene.

La mamma è come una soffice trapunta che lo tiene al caldo e lo ripara, e come dice un proverbio ebraico : “ Dio non poteva essere dappertutto, così ha creato le madri”, ma chi non ce l’ha? Come fa quel piccolo, delicato, indifeso bambino , incapace di comunicare con il mondo esterno ? Sostituiamoci a Dio ed alle madri naturali…

Regaliamogli tante coccole.
Diamogli tanti gesti affettuosi , attenti, che hanno il tocco lieve della carezza e che trasmettono non solo il calore della nostra pelle , ma anche l’affetto, la tenerezza che proviamo per lui. Gesti che gli permetteranno di crescere sereno e sicuro , gesti antichi come l’umanità, gesti del dare e del ricevere affetto : cullare, abbracciare , accarezzare, sussurrare, stare vicino, guardarsi perché come dice Asley Montagu “ E’ attraverso la pelle che diventiamo gli esseri in grado di amare, non s’impara ad amare sui libri, ma essendo amati”.

Tutti dovremo avere diritto all’ amore, specialmente i bambini…perciò coccoliamoli!

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