L’antico significato delle Olimpiadi e l’intolleranza dei nostri giorni.

settembre 1, 2016 0 Comments Stili di vita 78 Views

Disciplina e fratellanza- E pensare che la trentunesima olimpiade si è aperta a Rio de Janeiro a ritmo di samba! E’ stata vista come la realizzazione di giochi tutti a ritmo dell’allegria e della gioia: un inno alla vita!
Invece la cosa che li ha caratterizzati maggiormente, è stata l’intolleranza.

Lo spirito iniziale di questa manifestazione – prima di ogni cosa una competizione sportiva solenne – fu quello di riunire gli uomini più importanti dei vari stati greci per avere l’opportunità di deliberare affari di pubblico interesse e per ispirare nei giovani l’amore per la gloria. Ma la cosa più bella e che li ha sempre contraddistinti era lo spirito olimpico che, per onorarlo, portava all’ interruzione delle varie guerre.
La Grecia in quell’occasione rivendicava un popolo unito nella fratellanza umana. Gareggiavano fianco a fianco, da pari a pari uomini di diverse etnie e culture nel segno del più puro agonismo. E non è tutto, 1172 anni dopo l’ultima olimpiade, il barone Pierre de Coubertin li ricreò, credendo nello spirito leale e agonistico dei nuovi giochi. Amara delusione: le Olimpiadi non sospesero le guerre ma le guerre sospesero le Olimpiadi! Fino ad arrivare a veri e propri atti di razzismo ed intolleranza ( alcuni gravissimi, come l’indimenticabile edizione del 1972 tenutasi a Monaco di Baviera, con l’uccisione di 11 atleti israeliani per mano dell’organizzazione palestinese Settembre Nero), che non sono mancati neppure alle olimpiadi di Rio.

Nei primi giochi olimpici gli atleti si preparavano alle gare con una regolare educazione non solo del corpo, addestrandosi nelle varie discipline ma anche con un’educazione dello spirito. Cosa che sicuramente è mancata al judoka egiziano Islam El Shehaby che dopo aver perso il match contro l’ israeliano Or Sasson, ha rifiutato di stringergli la mano … in perfetto stile olimpico!

Il ministero degli esteri israeliano, in un tweett ha così commentato: “ Israele ha sempre teso una mano di pace e continuerà a farlo”. Purtroppo non è stato l’unico episodio di intolleranza nei confronti degli israeliani. Il giorno della cerimonia d’apertura dei giochi olimpici, era stato chiesto ai libanesi di dividere la navetta, per raggiungere lo stadio Maracanà, con gli israeliani. Sempre nel più puro spirito olimpico, i libanesi si sono rifiutati di far salire gli israeliani, arrivando ad ostruire le porte della navetta con i loro corpi. Per non parlare della Serbia, che ha vietato ai suoi atleti di ascoltare l’inno kosovaro, di guardare la bandiera kosovara e di salire sul podio se fosse stato presente un’atleta del Kossovo.

Olimpiade … parola veramente vuota di ogni significato in questa trentunesima edizione! Ora la Fiamma si è spenta, non ancora le polemiche. Il testimone è stato passato alla città di Tokio che nel 2020 ospiterà la trentaduesima edizione delle olimpiadi estive. A Tokio affidiamo le nostre speranze di Giochi leali, giusti e con un autentico spirito di fratellanza. Sperando di poter affermare con le parole di Obama, riferendoci agli atleti tutti: “Siamo orgogliosi di voi, la vostra determinazione e passione ha ispirato tanti di noi. Avete fatto volare alto le vostre bandiere!”

Rosanna Palumbo

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply