Indagato Spelacchio, l’albero di Natale romano “sobrio ed elegante” da 48mila euro

gennaio 13, 2018 0 Comments Stili di vita 457 Views
Indagato Spelacchio, l’albero di Natale romano “sobrio ed elegante” da 48mila euro
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“Spelacchio”, un nome dolcissimo per “un essere dolcissimo”!- di Rosanna Palumbo-

Spelacchio, l’albero più triste del mondo, l’albero di Natale morto prima che iniziasse il Natale ma che resterà “immortale” per le sue vicissitudini. Povero Spelacchio! Spacciato per un “ albero certificato e molto bello, nella sua semplicità, sobrietà e sostenibilità”. Potenza delle parole! Un albero sicuramente certificato ma con un certificato medico: comatoso! Semplice…? Ma come altro potrebbe essere un albero, complesso? Sobrio…? Non credo che si possa confondere con consunto, spelato, logoro, spelacchiato!

Poverino… : gli aghi dei rami, già radi, hanno iniziato a cadere già dal suo arrivo a Roma. Partito dalla Val Di Fiemme, questo abete rosso ha conquistato non solo il cuore dei Romani, ma di quanti lo hanno visto e ne hanno sentito parlare. L’albero è entrato nel quotidiano della gente e ha rapito l’attenzione di quotidiani e di TV. Si, perché Spelacchio ha un suo profilo Twitter attraverso cui parla e comunica con le persone. E’ diventato uno speciale personaggio social, un cartone animato, una figura mitica.

Bellissima è poi la risposta che ha dato a Virginia Raggi quando lo ha definito sobrio ed elegante : “Comunque, se ve dicono che siete sobri ed eleganti … , GRATTATEVE!” Come pure, ha annunciato egli stesso la sua morte rivolgendosi sempre alla sindaca di Roma: “ Ave Virginia , morituro te salutat”. Povero Spelacchio, paragonato addirittura a Frankenstein per le sue vicissitudini …! “ E fai ‘e valige e posa ‘e valige”, ha tristemente commentato quando, dopo l’avvio dello smontaggio durato tutto il mattino del 9 gennaio, dal Campidoglio è partito l’ordine di rimontare tutto…! Ed è stato allora che è diventato Spelakenstein.

Nato per essere un simbolo, per l’Amministrazione capitolina è diventato il simbolo del “ riuso creativo, perché tutto può tornare a nuova vita.” Mentre , per i detrattori dell’Amministrazione, il poverino è diventato “un esempio di mala gestione delle risorse pubbliche”, in quanto è costato 48 mila euro alle tasche dei Romani , soldi che si sarebbero potuti utilizzare sicuramente in modo migliore.

Spelacchio è anche il primo albero ad essere indagato. Infatti, l’Authority presieduta da Raffaele Cantone, a seguito di un esposto del CODACONS, ha richiesto al Campidoglio informazioni sui costi sostenuti per l’acquisto dell’abete, per il suo trasferimento e per la sua piantumazione, in quanto “nel 2015, con questi stessi soldi furono acquistati 2 alberi”. E, cosa ancora più grave, è stato evidenziato che nel corso degli ultimi 3 anni il servizio di trasporto, di posizionamento e di rimozione di Spelacchio è stato affidato sempre alla stessa ditta, senza rispettare il diritto alla rotazione degli incarichi! Comunque, nonostante tutte le critiche, le indagini, i rinvii, l’undici gennaio sono state spente le luci del povero Spelacchio…!

Ma non finisce qui e la saga continua. Infatti, neanche dopo morto troverà pace: non è riuscito a brillare per la sua bellezza, ma brillerà per la sua utilità? Mah…! Ora verrà fatto a pezzi e ripartirà per la Val Di Fiemme, dove bravissimi artigiani ne faranno una casetta di legno che verrà collocata a Roma. E servirà per le mamme che allattano; poi ne verranno ricavati vari gadget tipo occhiali di legno e penne; poi… Sorge spontanea una domanda: ma quanto è grande quest’albero? Una cosa è certa: verrà realizzato un libro,“ We Love Spelacchio”, con le lettere e le poesie che i Romani ed i turisti hanno appeso all’albero in queste settimane. In ogni caso, come egli stesso ha detto: “ ce semo divertiti”. Perciò, per il suo funerale non fiori ma opere di giardinaggio!

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