Felitto : “Vivere biodiversamente con i doni della Natura”

giugno 7, 2016 0 Comments Stili di vita 153 Views
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Conclusasi la V edizione del Premio. E’ Marco Rizzo il vincitore.

I 30 e più Km che da Vallo della Lucania portano a Felitto sono un vero spettacolo della natura. La strada che si inerpica per Pellare, Moio della Civitella, Campora attraversa il Parco Nazionale del Cilento , del Vallo di Diano e degli Alburni, uno dei parchi più belli e più vasti d’ Italia. Questa strada, che sale su su e su, a destra è contornata da una natura esuberante, rigogliosa, varia ed a sinistra ha il mare che sembra quasi sotto di te e così vicino che hai l’impressione di poter allungare una mano ed intingere le dita in quelle acque splendenti.

Poi proseguendo, la strada attraversa vere e proprie gallerie verdi traboccanti di fiori selvatici dai colori incredibili: il viola dei meravigliosi fiori di cardo che ti danno l’impressione di attraversare le highlands scozzesi, il rosso brillante dei papaveri mischiato con il rosa tenero dell’Erba Cimicina, del Geranio volgare e dell’Acetosella Rossa. Il verde per una volta non è predominante, ma fa da cornice naturale al quadro variegato della flora. All’improvviso si aprono squarci di prato ricchi di tenere margherite bianche orlate di rosa insieme a minuscole “ Pantofoline di Venere” che potrebbero essere indossate da qualche piccola ninfa di passaggio, nascoste da altissime macchie di Sambuco dai fiorellini simili a piccoli ombrelli odorosi dal colore bianco. In fondo, intere pareti di rose canine, con i fiori così modesti ma così romantici, racchiusi da muretti in pietra ricoperti di muschio fitto e morbido, tanto da sembrare un tappeto di lana pregiata.

In lontananza brillano al sole collinette ricoperte di ginestre di un oro così puro da far pensare che siano stati fusi dei lingotti per illuminare la terra. E dopo è tutto un susseguirsi di boschetti ombrosi per il fitto fogliame : querce, abeti, pini , castagni … tutti alti, bellissimi, sentinelle e custodi di un tempo passato.
All’orizzonte, contrafforti rocciosi come ruderi di antiche cattedrali che si innalzano verso cielo. Il rilassante canto degli uccelli e la leggera brezza lasciano ritrovare la pace dei sensi. Qui si sente solo il rumore della natura, anche perché le automobili passano raramente. Per fortuna, perché la strada è così stretta e tortuosa che, se vedi arrivare una macchina di fronte ,ti auguri che le lezioni di guida che hai preso ti aiutino a metterti su due ruote per farla passare.

Alla fine si arriva a Felitto.
Felitto, antico borgo medievale le cui origini si fanno risalire intorno all’anno mille. Felitto, paese natio di Rosi Di Stasi Oristanio, promotrice del premio “ Pasquale Oristanio”, dedicato alla memoria del marito che ha molto amato questa terra. Quest’anno si è arrivati alla quinta edizione del premio con il tema: “ Vivere biodiversamente con i doni della natura”.

La premiazione si è tenuta nei Saloni Comunali di Felitto alla presenza di un ricco parterre di ospiti. La cerimonia è stata aperta dal sindaco Maurizio Caronna, che ha evidenziato le reali esigenze del Comune e le sue possibilità future. Si è riferito specialmente al turismo, visto che , in occasione della sagra del fusillo, a Felitto si riversano decine di migliaia di turisti.

Poi, ha preso la parola il dirigente scolastico Mimì Minella, con la proposta di inserire nelle materie scolastiche l’educazione ambientale e, approfittando della presenza del Presidente del Parco nazionale del Cilento, Minella ha chiesto aiuto per il mantenimento della scuola a Felitto.

Il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, uno dei pochi uomini che sono sicura abbia il cuore di colore verde, invece del solito rosso è davvero.una persona da ammirare per l’impegno che mette in tutte le sue campagne. Ha sottolineato il diritto che devono avere le persone che nascono in un Parco di poter vivere nel Parco, ha evidenziato l’esigenza di investire nella ricerca scientifica sul territorio con la creazione di moduli didattici e di un Atlante dedicati al Parco.

La parola è passata ad un’emozionatissima Rosanna Di Stasi Oristanio, persona speciale, un vero tornado con un entusiasmo immenso come immenso è il suo amore per questa terra. Ha presentato tante proposte ed idee ed è lei che quotidianamente fa conoscere questo pezzetto d’Italia all’estero, invogliando i giovani a rientrare nella loro patria per lavorare la propria terra.

Quest’anno, infatti, il premio è andato ad un giovane, Marco Russo, dell‘omonima Azienda Agricola di Felitto. Marco ha una splendida azienda di quasi 3000 piante di olivo con una produzione molto varia di oli.” Impronta “ è l’olio che si è aggiudicato il premio grazie alla sua bontà ed al basso tasso di acidità pari allo 0,15 %. Questo è un olio extra-vergine monocultura, dal profumo fresco e pungente con netto aroma di oliva verde. Il suo gusto è armonico e con una potente e ricca carica vegetale piena di persistenti note aromatiche.

Il neo eletto presidente del Parco nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni , il dottor Tommaso Pellegrino, medico di professione, ha chiarito che il suo primo impegno sarà quello di far conoscere il Parco non più come un ente prettamente punitivo ( per i suoi divieti e vincoli!) ma come qualcosa di propositivo. Per lui, la vera grande sfida è l’ utilizzo del territorio in modo compatibile, per creare occasioni di crescita e di sviluppo. Con entusiasmo e raffinatezza di eloquio ha affermato che la biodiversità serve a valorizzare la zona rendendola di alto pregio agricolo e puntualizzando che ciò vale molto di più di terreni edificabili. I piccoli Comuni, come quelli presenti all’interno del Parco, rappresentano l’ossatura del nostro Paese e perciò dobbiamo difenderli ed amarli. C’è, dunque bisogno di una grande sinergia con il nostro Territorio, Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Hanno chiuso gli interventi l’Associazione Ardea con il presidente Marcello Giannotti, ornitologo, che ha parlato della “ diversità amica”e della sua importanza, riuscendo a coinvolgere totalmente le scolaresche presenti. Identico risultato, con un coinvolgimento totale l’ ha ottenuto la biologa Maria Rosaria Terminiello, che ha introdotto l’argomento: “ Scienza degli alimenti, più gusto a mangiare diverso?”
L’interessante incontro è stato moderato, con grande professionalità dalla professoressa Giuseppina Di Stasi.

“ E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene.” scrive Shakespeare, ed il pensiero vola a Felitto.

Rosanna Palumbo

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