E’ Primavera: il Tripudio della Natura nell’Arte

marzo 21, 2018 0 Comments Stili di vita 611 Views
E’ Primavera: il Tripudio della Natura nell’Arte

I colori della Primavera del Cilento e dei grandi pittori – di Rosanna Palumbo

“Non esistono più le mezze stagioni”. Frase d’attacco di tante conversazioni, sono parole errate perché non è vero, almeno per quanto riguarda la Primavera. Sì, perché la Primavera esiste, c’è sempre stata e sempre ci sarà!

“ E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole” e il tempo torna di nuovo a fare il suo lavoro di incantatore. Come diceva il Mahatma Gandhi : ”Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre … Ma non può fermare la Primavera”. Perché la Primavera non è un semplice cambiamento stagionale, ma è innanzitutto uno stato dell’animo; e non solo dell’animo umano ma della grande anima della Terra. E’ una gioia vedere tanti rami verdissimi nel vento e tanti fiori che prepotentemente sbocciano protesi verso il cielo, come se cercassero un bersaglio, un bersaglio invisibile, noto solo a loro.

Un tripudio di odori e colori accende i giardini metropolitani, la dolce campagna, i prati selvaggi fino ai pendii di montagna. Rose, Primule, Camelie, Orchidee, Lavanda, Agrumi, Rampicanti e piante grasse di tutti i tipi disegnano, a guisa dei capolavori degli impressionisti, quadri magnifici che rapiscono l’anima. La Primavera non è fatta solo di colori ed odori, ma è piena di suoni sommessi: i ciuffi d’erba che spingono attraverso la neve, il canto delle gemme che erompono dal ramo, il tenero battito del cuore di un giovane pettirosso che si ripresenta, puntuale ogni anno, in giardino.

Ci sono luoghi in Campania , il Cilento per esempio, dove la bellezza può essere vista, toccata, odorata ed anche assaggiata. Distese di Ginestre simili a laghi dorati inondano intere valli ed emanano un dolcissimo profumo di miele. La lavanda selvatica, comunemente detta specialmente dai pastori “Spiga addosso”, costeggia il “percorso degli Dei” sul crinale di Velia e in molti altri sentieri delle colline circostanti, riempiendo l’aria del suo caratteristico profumo tanto amato dagli antichi Greci e Romani. Il suo profumo delicato e dal sentore antico ( a me ricorda tanto mia madre), ha il potere di rilassare la mente e purificarla dai pensieri negativi. E’ un’erba dal carattere dolce ma deciso, molto amata dalle donne perché vi ritrovano le proprie caratteristiche. Infatti, la Lavanda è in grado di inebriare i sensi ed esaltarli, di provocare sensazioni di pace interiore ed estatico piacere, proprio come le donne!

La Lavanda è una delle erbe “magiche” che si raccolgono per tradizione il 24 giugno, per fare la famosa “Acqua di San Giovanni”. I suoi poteri magici sono molteplici: lavare i bimbi in acqua dove si son fatti bollire i fiori di lavanda serve per allontanare da loro il malocchio e la gelosia; portare addosso un piccolo sacchetto, preferibilmente di lino, ripieno delle piccole spighe, allontana come sempre il malocchio ed anche l’invidia e le disgrazie in generale. Addirittura, si dice che un sacchetto di Lavanda, nascosto nel bouquet nel giorno delle nozze, preservi l’amore della coppia da litigi e incomprensioni. E non tutti sanno che essa può essere usata addirittura in cucina, donando alla tavola non solo il profumo ma anche il delicato sapore della Primavera, addolcendo in modo gentile le marmellate e donando un fresco sapore alle carni.

 

Magica Lavanda, magica Primavera!… Questo è il momento in cui la Natura si risveglia in tutto il suo splendore e, proprio per lo splendore ad essa connesso, sono molti gli artisti che si sono ispirati alla Primavera. La stagione fiorita, fin dall’antichità, ha ispirato per secoli artisti di tutto il mondo e ognuno ha saputo cogliere qualche suo aspetto, qualche sensazione, qualche ricordo ad essa legato. Ad esempio, una delle prime rappresentazioni della Primavera, che risale al primo secolo dopo Cristo, è un affresco scoperto a Stabiae nella Villa Arianna, raffigurante una splendida fanciulla vista di spalle su uno sfondo verde acqua. Semplicemente incantevole!

 

 

Parlando della Primavera non si può, poi, non parlare del Botticelli, che creò uno dei più famosi dipinti del Rinascimento. Il suo straordinario fascino è legato anche all’aura di mistero che circonda l’opera, il cui significato più profondo non è ancora stato completamente svelato. Potrebbe rappresentare l’amore che riesce a staccare l’uomo dalle passioni terrene e ad elevarlo ad un livello spirituale superiore. Ma, oltre alla bellezza sconvolgente delle fanciulle rappresentate, la cosa che cattura l’attenzione sono i fiori che riempiono tutto lo sfondo: i fiordalisi, le margherite ed i nontiscordardimé che, con i fiori d’arancio che spuntano sugli alberi e la borragine sul prato, rappresenterebbero non solo la Primavera ma anche la felicità del matrimonio.

 

 

 

Ma gli artisti che più di tutti hanno descritto meglio la stagione primaverile, sono gli Impressionisti. Parlando di Impressionisti, il primo artista che viene in mente è Monet con la sua Primavera: nel dipinto c’è l’esaltazione della natura, tanto che le due sagome sedute sul prato si confondono con gli alberi in fiore che li sovrastano. I tocchi e le pennellate, quasi evanescenti in alcuni punti e decise in altri, creano un connubio perfetto uomo-natura e ci fanno sentire parte stessa del momento rappresentato.

 

Comunque, uno dei pittori più adatto a descrivere le emozioni e la stagione primaverile è stato Vincent Van Gogh. Il suo modo di raccontare la realtà, la sua voglia di mostrare il colore e la natura in tutta la sua forza prorompente, hanno reso i suoi dipinti fra le più suggestive rappresentazioni della primavera. Il grande pittore olandese, nelle raffigurazioni primaverili, dà un enorme rilievo ai fiori continuando, però, a raccontarci tutti gli elementi del paesaggio e i vari passaggi di colore. Ai giaggioli violacei fanno da contrappunto il giallo dei ranuncoli e, in tal modo, l’accostamento cromatico esalta i valori di luminosità del dipinto. E i suoi cieli, dati dalla sovrapposizione di celeste, verde acqua e violetto, sono quelli che più di tutti si avvicinano ai cieli che possiamo ammirare, ovunque ci troviamo, in una tersa giornata di primavera.

 

 

“ Primavera non bussa, lei entra sicura/ come il fumo lei penetra in ogni fessura/ ha le labbra di carne, i capelli di grano/ che paura, che voglia che ti prenda per mano/Che paura, che voglia che ti prenda per mano.” (Fabrizio De Andrè)

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