E’ morta Marina Ripa di Meana: dissacrante, ironica, provocatoria

gennaio 6, 2018 0 Comments Stili di vita 609 Views
E’ morta Marina Ripa di Meana: dissacrante, ironica, provocatoria
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Aveva 74 anni- di Rosanna Palumbo-

Marina Lante della Rovere, Marina Ripa di Meana: nomi che chiariscono l’appartenenza di questa donna a certi mondi, a certi contesti. Marina Elide Punturieri, questo il suo nome originario, proveniva dalla Calabria, da una famiglia di imprenditori. Ha studiato a Roma dalle suore e proprio nella capitale è entrata in contatto con l’aristocrazia, sposando, giovanissima, Alessandro Lante della Rovere, dalla cui unione è nata Lucrezia, attrice.

Marina, l’icona della trasgressione, si è spenta nella tranquillità della sua casa a Roma dopo una lunga battaglia contro il cancro durata oltre sedici anni, circondata dai suoi cari. Se la sua vita è stata una continua voglia di stupire, la sua morte è avvenuta nella massima riservatezza. Dotata di una bellezza e di una intelligenza fuori dall’ordinario, è stata amica di Moravia e Pasolini, di Mario Schifano e Tano Festa e degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo. Al suo secondo matrimonio con il marchese Carlo Ripa di Meana, ebbe come testimoni Alberto Moravia e Goffredo Parise e, da parte dello sposo, Bettino Craxi con il quale, sia lei che il marito, hanno intessuto una lunga amicizia.

Con le seconde nozze con il duca Carlo Ripa di Meana, ha continuato ad essere la protagonista dei salotti aristocratici della Roma bene ed una delle animatrici della Dolce Vita. I suoi capelli rossi ben stigmatizzavano il suo carattere indomito di donna senza remore e senza confini. Marina Ripa di Meana ha vissuto sempre come ha voluto … libera!
Dichiaratasi programmaticamente infedele, è stato un personaggio sopra le righe, famosa per le sue provocazioni, opinionista presente in numerose trasmissioni televisive a cui sapeva sempre dare una “scossa”.
Fu artefice della torta in faccia a Maurizio Costanzo, gesto che le costò il ruolo di valletta, e del bicchiere di pipì con la dicitura “piscio d’artista” rovesciato sul critico Vittorio Sgarbi.

Stilista apprezzata, giovanissima aprì un atelier a Piazza di Spagna con l’amica Paola Ruffo di Calabria, poi diventata regina del Belgio. Nel campo professionale le sue attività sono state svariate. Ha pubblicato molti libri tra cui grande successo ha ottenuto la sua autobiografia “I miei primi 40 anni”, da cui, nel 1987, fu tratto un film con la regia di Carlo Vanzina con Carol Alt.
Ma la Marina più autentica la troviamo nelle sue innumerevoli battaglie. Con passione ha partecipato a svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro le corride, contro gli esperimenti francesi nell’atollo di Mururoa, quella contro l’uso, per moda e per vanità, delle pelli e pellicce. Marina posò infatti, nuda, per un manifesto di sei metri per tre, a braccia incrociate con un’espressione tra l’altezzoso e l’ironico e con una grande scritta quasi all’altezza del pube : “L’unica pelliccia che non mi vergogno d’indossare”.In quell’occasione si è paragonata a Lady Godiva perché, come lei, aveva offerto la sua immagine nuda.

La sua battaglia più recente è stata quella a favore della sensibilizzazione per la diagnosi precoce dei tumori, per questo si è recata ad una trasmissione su Canale 5, con una specie di maschera sul volto devastato per ribadire la sua fiducia nella scienza e nella medicina.
Il giorno di questo ultimo Natale 2017 ha avuto anche la forza ed il coraggio di lasciare un video-testamento, nel quale afferma: “ Il tumore si è ormai impossessato del mio corpo. Ma non della mia mente e della mia coscienza.” Questa è Marina Ripa di Meana.
E come afferma Marie von Ebner Eschenbach “Il dolore è il gran maestro degli uomini. Sotto il suo soffio si sviluppano le anime.”

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