Da sempre, “Fasnachat” o “Festa di pazzia”: signori, il Carnevale!

febbraio 14, 2018 0 Comments Stili di vita 460 Views
Da sempre, “Fasnachat” o “Festa di pazzia”: signori, il Carnevale!
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Tradizioni, Colori, suoni e divertimento ad ogni costo!- di Rosanna Palumbo

“Fasnachat” o “Fesenach”, cosa indicano queste parole? Sono termini antichi risalenti al Medioevo, il cui significato è: “Festa di pazzia” e, perciò, indicano il Carnevale, celebrato in tutto il mondo. Le sue origini si perdono, letteralmente, nella notte dei tempi. Se ne hanno notizie già presso i Babilonesi, i Fenici, gli Ittiti, per non parlare dei Romani, che la dedicarono al loro Dio Bacco.

Nata come rito di passaggio dal buio alla luce e dall’inverno all’estate, nonché come celebrazione della fertilità, questa festa venne bandita quando la religione cristiana si affermò. Tornò, poi, ad essere celebrata quando si raggiunse un compromesso tra la festività pagana e quella cristiana. E fu allora che prese il nome di Carnevale, dal latino “ carnem levare”, che si riferisce all’ultimo banchetto che si teneva l’ultimo giorno prima dei quaranta giorni di digiuno della Quaresima, nel rispetto dei riti della religione cristiana. Il banchetto si teneva di martedì,  il famoso “Mardì Gras”, prima del Mercoledì delle Ceneri.

Il Mardì Gras più famoso è quello di New Orleans, città unica, nel panorama americano, come le sue tradizioni che ha conservato lo spirito francese delle sue origini, non si è mai arresa alla cultura anglofona dominante, particolare che si ritrova anche nel suo carnevale , in quel “Mardì Gras”, rigorosamente pronunciato alla francese e che non è una data del calendario, ma è il nome proprio di un simbolo, di una città-simbolo. A New Orleans ritroviamo atmosfere magiche che ricordano l’Europa e non solo. La città è un monumento alla cultura creola, gli abitanti amano i loro morti tanto quanto amano i vivi e, come le vecchie maschere del Mardì Gras, essi compensano le lacrime nei loro occhi con un gran sorriso sulle labbra. Qui il Carnevale ha addirittura una sua bandiera, un tricolore, con il viola della giustizia, l’oro della potenza ed il verde della speranza. Quest’anno ricorre il 300esimo anniversario di questa grande festa.

Uno dei carnevali più vecchi del mondo e, possiamo aggiungere, dei più belli e raffinati, è sicuramente quello di Venezia, che risale al 1162 circa, quando si tennero i festeggiamenti della Repubblica di Venezia per la vittoria sul Patriarca di Aquileia. Da Venezia è partita l’usanza di coprirsi il volto con le maschere, uso che poi è stato adottato per tutti i carnevali e in tutto il mondo. Ma maschere belle, poetiche, raffinatissime come quelle veneziane non se ne trovano altrove!  Il saluto che ci si scambiava lungo le strette e incantevoli calli, sui scenografici e “sospirosi” ponti e nelle sfarzose piazze era: “Buon giorno Siora Maschera”, proprio ad indicare che l’identità personale, la classe sociale, il sesso , non esistevano più, rinnovando così la volontà di sciogliere gli obblighi sociali e le gerarchie e di sovvertire l’ordine per poi ritrovarlo rinnovato dopo la dissolutezza, con un periodo di astinenza e digiuno: “ carnem levare”, appunto. Si era tutti “Maschere”, si faceva parte tutti della Grande Illusione del Carnevale dove tutto può accadere, in un posto unico al mondo e dove ogni scorcio non cessa di incantare. Venezia è Venezia, è la location più bella dove tutti fanno parte di un grande palcoscenico mascherato, in cui attori e spettatori si fondono in un unico e immenso corteo di figure e colori.

Uno dei travestimenti più caratteristici e più usati dal XVIII° secolo è la Baùta., ossia un mantello nero poggiato sulle spalle,il Tabarro, che avvolge tutta la persona e una maschera bianca, detta Larva, indossata sotto un tricorno nero. Le Feste celebrate ogni anno a Venezia sono due: una è la Festa delle Marie , la cui prima testimonianza risale al 1039 ed è riuscita a sopravvivere quasi invariata fino ad oggi. Si celebra il primo sabato di Carnevale, giorno in cui, oggi come allora, si scelgono 12 tra le più belle ragazze del luogo e in piazza San Marco verrà poi incoronata la più bella, ossia la Maria dell’Anno. Poi abbiamo l’emozionante “Volo dell’Angelo” che venne sostituito dal “Volo della Colombina” per motivi di sicurezza e poi di nuovo, dal 2001, dal Volo dell’Angelo eseguito però da acrobati professionisti. “L’Angelo” discende da un filo che collega il Campanile di San Marco al Balcone del Palazzo Ducale. Quest’anno, per ordine del Prefetto, sono state  ammesse in piazza San Marco solo 20mila presenze, la metà di quelle dell’anno scorso, per “disincentivare il turismo mordi e fuggi”, in quanto Venezia, città meravigliosa, la “Città più bella del mondo”, deve essere preservata ed è vivibile sempre, non solo a Carnevale.

Per il Carnevale non si può dimenticare Rio de Janeiro. Rio è la città dove si vive tutto un anno in attesa di un unico evento : il Carnevale. Questa grande festa ebbe il suo battesimo nel 1723, ed inizialmente seguiva il modello europeo. Successivamente, al modello europeo si è unita la cultura africana e dell’America Latina, trasformandolo in una grande festa all’aperto ricca di musica e balli. Il carnevale di Rio è una sintesi perfetta dell’animo del Brasile con la sua fusione culturale, la sua voglia di divertirsi e la sua solarità. Il carnevale in Brasile coincide con il periodo estivo, quando con il caldo le persone amano stare all’aperto ed i vestiti diventano ancora più succinti. Come quelli semplicemente fantastici delle bellissime ballerine delle oltre 200 Scuole di Samba che sfilano ogni anno. Le gare di Samba si svolgono nel Sambodromo, una struttura costruita ad hoc per ospitare le parate e per consentire a pubblico e giuria di osservare da vicino le mosse di ballo e poter decretare poi la scuola vincitrice. Ogni quartiere o Blocco ha una strada in cui si balla e si festeggia, richiamando una moltitudine di turisti: si è calcolato che ne arrivano fino a 2milioni al giorno. Rio è considerata la Capitale Mondiale del Carnevale, con i fantasmagorici Carri che sfilano per quattro sere consecutive, le sinuose ballerine con i loro seducenti movimenti e i loro straordinari costumi dai magnifici colori, enormi e sfarzosi. E’ tutta un’esplosione di piume , lustrini e ornamenti, che sono stati tutti realizzati a mano dai vari membri delle scuole di samba e sono diversi ogni anno. La loro realizzazione richiede molti mesi e lo standard qualitativo è molto alto. Così, le ballerine sembrano uccelli esotici con il piumaggio più sfarzoso e più colorato che si possa immaginare. Le coreografie, poi, sono eccezionali, le performance plateali e tutto concorre a rendere lo spettacolo grandioso.

Dunque, il consiglio migliore per il Carnevale è quello di ” buttare la propria vita all’aria e poi vederla cadere come coriandoli colorati, crescere tornando indietro all’irragionevole stupore”.

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