Da Cannalonga all’Irlanda: la zampogna, tra progetti e tradizione

ottobre 16, 2018 0 Comments Stili di vita 1485 Views
Da Cannalonga all’Irlanda: la zampogna, tra progetti e tradizione
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Il potere della musica e delle tradizioni cilentane- di Rosanna Palumbo-

“Oggi siamo stati felici! ”. Sono queste le parole che gli anziani del Borgo di Cannalonga hanno detto al dr. Zammarrelli quando quest’ultimo li ha “ costretti” a rispolverare gli strumenti antichi che li hanno riportatati a nuova vita. Potenza della musica! Si sa, la musica ha il potere di riportare il cuore indietro, facendo provare al tempo stesso  nostalgia e speranza.

Il 7 settembre, sotto le volte della chiesa di Santa Maria Assunta a Cannalonga, nell’ambito dei festeggiamenti della Fiera della Frecagnola,  si è tenuto un evento veramente speciale: un interessantissimo seminario-concerto sul recupero e l’importanza degli stili musicali più antichi e degli strumenti aerofoni. La serata è stata presentata dall’antropologo musicale Valerio Ricciardelli che ha firmato numerose direzioni sia artistiche che scientifiche e che, con la sua grande passione e conoscenza, è riuscito a coinvolgere ed affascinare il pubblico con questa musica molto folcloristica, fatta di cultura e di conoscenze antichissime. Il dottor Ricciardelli ha tenuto a precisare che il Cilento è il cuore pulsante delle tradizioni, specialmente  di quelle che riguardano le zampogne, le ciaramelle ed i flauti di qualsiasi genere. E’ intervenuto poi il dottor Antonio Giordano, dipendente della Sovrintendenza, sezione antropologica, esperto musicista. Appassionato di musica aerofona, vorrebbe creare un comitato di suonatori e costruttori di strumenti. Ha quindi precisato che la zampogna è presente in tutto il Sud Italia e si differenzia da quella molisana ed abruzzese. La zampogna è uno dei rari strumenti in grado di eseguire una melodia con il relativo accompagnamento armonico, senza l’ausilio di altri strumenti.

A differenza dell’Irlanda, dove la sua musica ha avuto il riconoscimento come patrimonio immateriale dell’UNESCO, in Italia la zampogna non gode della meritata attenzione da parte di Enti locali, Istituzioni e Conservatori Musicali. Eppure, come ha puntualizzato il dottor Ricciardelli, ci sono storie che ci rammentano suoni, sensazioni che fanno sì che la mente continui ad aprirsi e che la passionalità aumenti sempre più. Il dottor Ricciardelli è un acceso sostenitore della validità della musica come terapia, delle nuove modalità del “saper fare musica” , con il suono delle cornamuse si può  infatti ripensare all’uso culturale e terapeutico di questi strumenti, definiti “medicinali” anche da un famoso musicologo alsaziano, efficaci per la salute delle persone. Sarebbe molto importante ed interessante, per il dottor Antonio Siano, la creazione di un Museo Etno-musicologico. Purtroppo, però, il dialogo con gli Enti viene sempre meno. Il Territorio è fertilissimo ma dietro c’è il vuoto, il vuoto della ricerca in quanto non c’è materiale scritto. Molte cose sono state fatte a livello personale, ma ciò serve solo come punto di partenza; occorre una sinergia tra musicisti e appassionati per dare una più definita identità.

Cannalonga e Novi Velia sono i centri più antichi nei quali ci sono ancora contadini e pastori che suonano i flauti di canna e, cosa più bella, è che essi suonano per se stessi! Inoltre, vengono fabbricati ancora, sempre in questa zona, flauti di corno di capra a due fori digitali, strumenti antichissimi, come antichissimo è l’uso di servirsi della capra, animale simbolo di Cannalonga, per costruire con la sua pelle le zampogne. La cornamusa, versione internazionale della zampogna, si dice che sia stata portata in Scozia, patria di questo strumento, dagli antichi Romani. Essi, nella guerra contro i Celti, si servirono della presenza di ben 50 suonatori di zampogna per spaventare i cavalli! E fu così che conobbero ed adottarono, come strumento nazionale, la zampogna. Infatti, nell’esercito inglese, dal 1850 in poi ciascuno dei nove reggimenti delle Highlands scozzesi aveva la sua “ Pipe – Band” e innumerevoli sono gli aneddoti sulla loro capacità di capovolgere le sorti di una battaglia al suono delle loro cornamuse. Potenza della musica!

E’ bastato chiudere gli occhi e ascoltare il famoso Charlie Rutan e la sua cornamusa ed è sembrato che la chiesa di Santa Maria Assunta in Cannalonga si aprisse al mondo.

Charlie, originario di Philadelfia ma di origini anglo – francesi, ha studiato a Glasgow, ha frequentato master class in Pipe francesi, ha composto tre Sinfonie e centinaia di opere classiche, ha fondato la “Bag Pipes FAO” e le  “Zampognare di Filadelfia” ed è stato soprannominato il “ VanHalen del BagPipe”, un vero grande musicista che grazie all’interessamento dell’Ente Fiera della Frecagnola” è stato portato a Cannalonga e migliaia di persone hanno avuto la gioia di ascoltarlo. Inoltre, Charlie Rutan ci ha spiegato che in America la BagPipe si è standardizzata, senza perdere però quel linguaggio frutto della tradizione e delle sue origini. Infine, ha chiuso la splendida serata don Luigi Rossi che, invitando ad una completa sinergia, ha offerto i locali della canonica per le riunioni o per una scuola musicale, in modo da poter recuperare la propria identità culturale. Cosa che c’è già in nuce: la Scuola di Organetto di Giuseppe Ciullo ed i suoi Piccoli suonatori. Piccoli sul serio! Giuseppe Pio Di Spirito di 7 anni, Giuseppe Cortazzo di 10 anni, Pasqualino Di Nardo di 10, Vito Speranza di 12 come pure Mario Cortazzo e poi l’unica femminuccia del gruppo Maria Teresa Maio di 10 anni. Che tenerezza quelle piccole mani che seguivano sul proprio organetto le note dei loro compagni e la tensione sui loro visini mentre suonavano, ed infine la gioia dei loro incantevoli sorrisi quando ricevevano gli applausi. Ascoltare questa musica  ha condotto entrare in un’altra vita ed in un altro tempo.
Perché la Musica è Dio che sorride all’uomo

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