Cannalonga: nel verde del borgo mostra della capra domestica cilentana

giugno 4, 2018 0 Comments Stili di vita 1568 Views
Cannalonga: nel verde del borgo mostra della capra domestica cilentana
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Tra tradizione, passione e valorizzazione- di Rosanna Palumbo-

Le capre sono sfacciate ed estroverse, hanno un carattere allegro. Sono buffe e ricche d’inventiva, amano divertirsi e vagabondare, hanno buona memoria e sono sagge. Ricordano gli uomini, sono curiose, ingorde ed orgogliose. E comunque, è importante ricordare agli egocentrici, quelli che ” sono tutto e tu non sei niente”, che “Io” in sanscrito vuol dire : capra!

La capra domestica discende direttamente dalla capra selvatica, detta capra “Bezoar”, che si distingue per le corna a forma di scimitarra. La capra è stato il secondo animale ad essere stato addomesticato dopo il cane, tra l’ottomila ed il settemila A.C. e, per certi aspetti ci ricorda il gatto, può tornare allo stato naturale e inselvatichirsi in poco tempo. Non teme gli uomini perché in realtà teme ben pochi animali. In India sono state viste capre uccidere leopardi! Comunque, quelle ospitate nel Foro Boario di Cannalonga per la Prima Rassegna – esposizione dei caprini iscritti al Reg. anagrafico della “Capra Cilentana”, non erano così aggressive.

Anzi, sabato 26 maggio si è tenuta una interessante e tranquilla mostra della capra Cilentana, nel piccolo ma ben attrezzato Foro Boario, immerso nel verde del borgo cilentano. Cannalonga ha un’antica tradizione di mercato del bestiame. Sin dal 1459, quando si tenne la prima Fiera della Frecagnola, proprietari terrieri e piccoli allevatori ( una volta ogni casa aveva una stalla) portavano i loro animali per venderli o macellarli. In quell’occasione, quando i pastori si incontravano , una capra veniva bollita e poi mangiata. Tradizione che continua ancora .

Sabato, alla presenza del giovane e dinamico sindaco di Cannalonga nonché Presidente della Comunità Montana Gelbison e Cervati, dottor Carmine Laurito, del Prof. Giuseppe Cringoli conosciuto e apprezzato Docente di Parassitologia e Malattie Parassitarie, della Facoltà di Medicina Veterinaria Federico II, della splendida Dottoressa Giovanna Cappelli dell’ A.R.A. Campania, del Dott. Gianni Ruggiero del S.T.P. di Salerno, dell’Ing. Emanuele Malatesta, componente del Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni e della pregevole presenza del Senatore Francesco Castiello, Presidente Fondazione Grande Lucania, si è inaugurata questa interessante mostra caprina.Gli allevatori provenienti da varie zone del Cilento hanno presentato Capre Cilentane con varie caratteristiche. Infatti esistono, come ha spiegato la dottoressa Giovanna Cappelli, tre tipi di Capra Cilentana: la nera, con le corna rivolte all’indietro, che è la più comune, la grigia che si utilizza in parte per la carne, come capretto leggero e ovviamente per il latte, la fulva, più rara ma con una resa per il suo latte qualitativamente superiore. Infatti i formaggi sono ottimi!

                

 

 

Il Cacio ricotta è il formaggio simbolo di questi allevamenti. Il Dottor Ruggiero è passato poi a spiegare l’importanza dell’iscrizione delle aziende ai Registri anagrafici, spiegando che solo così si può valorizzare la filiera latte – formaggio, con iniziative volte alla formazione e all’aggiornamento. L’ U.T.S. ha promosso la nascita di una associazione con sede legale ad Auletta, per la valorizzazione del formaggio a latte crudo attraverso anche la stesura di un disciplinare, che prevede ad esempio l’utilizzazione di mangimi semplici.

Il consigliere, Emanuele Malatesta, ha sottolineato l’importanza della valorizzazione di questi allevamenti per arrivare ad un marchio e ad una posizione condivisa con gli allevatori.

Il Prof. Cringoli ha evidenziato l’importanza della manifestazione per farsi conoscere, dichiarando che la prima “mission” è essere vicini agli allevatori e vicini al territorio, iniziando già dalle scuole. Il Prof. Cringoli è anche il Direttore del CREMOPAR (Centro Regionale Monitoraggio Parassitosi) presente sul territorio dal 2000 per l’assistenza e la consulenza volta a promuovere la valorizzazione dei prodotti, perché noi viviamo di quello che mangiamo e importantissimi sono i valori non solo igienici ma soprattutto nutraceutici, in quanto dal pascolo gli animali, trasferiscono nel latte tutti i benefici.

Per il Prof. Cringoli , nelle mense scolastiche dovrebbe essere obbligatorio utilizzare esclusivamente prodotti autoctoni, prodotti di qualità. Infine ogni allevatore ha presentato le proprie “ creature”.

Fra i più orgogliosi sicuramente c’è stato il giovane allevatore avv. Francesco Torrusio, new entry nel settore caprino ma già esperto e soprattutto entusiasta del suo nuovo lavoro. Ha presentato parte del suo gregge di Cilentane nere, capitanate da uno splendido “becco”, Ciccio, un altezzoso caprone dalle magnifiche corna ritorte, con il fuoco nelle vene tanto che abbiamo potuto ammirare gli splendidi caprettini frutto del suo costante impegno. Proprio a fianco al suo box c’erano degli esemplari di capra cilentana un po’ particolari. Sempre neri ma senza corna, dette in dialetto “Capre cocce”, provenienti da un allevamento di Casaletto Spartano del signor Giuseppe Amato. Ovviamente, tutto il gregge, è senza corna a causa della loro competitività molto alta e di conseguenza molto pericolosa. Molto “fashion” le capre fulve dell’allevamento Martorella di Casaletto Spartano, le migliori per la qualità del loro latte. Le più numerose quelle dell’Allevamento Alessandro Nicola, portate dal fratello Mario, nome famoso in zona chiamandosi come il nonno, un famosissimo mercante soprattutto di cavalli , detto “Roscignuolo”.

Il signor Alessandro Mario, collabora attivamente con il Pro. Cringoli specialmente nelle attività che riguardano il Territorio ed è tra i fondatori del Consorzio ALBA, (Allevatori Bufalini Associati), altro fiore all’occhiello del nostro Territorio. Invece la caratteristica del gregge di Loguercio Antonio di Caselle in Pittari, erano le corna leggermente a “cavaturacciolo”, dovute ad un probabile incrocio con capre garganiche, mentre, le capre dell’allevamento di Cetrangolo Maria, avevano le più comuni corna all’indietro , ma non per queste erano meno belle.

Ha chiuso la manifestazione l’assessore al Comune di Cannalonga il dottor Jò Pizzolante, Medico Veterinario dell’ASL SA, ringraziando tutti gli intervenuti e spronando gli allevatori a promuovere e ad incentivare la razza della capra cilentana. Inoltre ha fissato anche un appuntamento per l’anteprima Fiera (la famosa Fiera della Frecagnola di Cannalonga), dove sarà premiata la migliore capra e si terrà il concorso nazionale dei formaggi caprini. Il tutto è stato coordinato e portato avanti dal dottor Benito Tomeo, Medico Veterinario con una grossa passione e competenza soprattutto sulle capre.

“Se il paradiso esiste è giusto che sia popolato da animali. Ve lo immaginate un Eden, senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il miagolio di un gatto, l’abbaiare di un cane e il belare di una capretta?”. Oserei dire , di una Capretta Cilentana? Non sarebbe un Paradiso!

Fotografie a cura di Rosanna Palumbo

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