Al via il “Treno della Libertà”

giugno 4, 2017 0 Comments Stili di vita 380 Views
Al via il “Treno della Libertà”

Un treno… tante storie.

“Se sei libero sei tu che crei il mondo; se non sei libero è il mondo che crea te.” Queste parole di Efim Tarlapan, credo che siano le più adatte a celebrare l’impresa che è stata portata a compimento in questi giorni in Kenya. Finalmente, con ben 18 mesi di anticipo sulla tabella di marcia, il “Madaraka Express”, il “Treno della Libertà” in lingua swahili, ha preso il via. Sulle ali della libertà è “volato” da Nairobi a Mombasa, il principale porto del Paese in riva all’Oceano Indiano. Un treno …tante storie.

Questa rete ferroviaria ha sostituito la famosa “Lunatic Express”, iniziata dagli inglesi nel 1886 e terminata nel 1901;  un’opera strategica che è stata un enorme successo logistico ed economicamente vitale, sia per l’Uganda che per il Kenya. Anche se la sua realizzazione ha incontrato forti resistenze , sia locali  con molte tribù Masai, che politiche, in Inghilterra da parte dei Labouristi. Da qui il nome “Lunatic Express”, ossia “Follia “  o “ Divertimento”. Churchill invece la considerava una concezione brillante, affermando che il “muddling throught “ -l’arte inglese del tirare a campare- , ha in quest’opera una delle sue più belle esposizioni. Attraverso le foreste, attraverso le gole, attraverso la fame, attraverso le guerre, attraverso cinque anni di dibattito parlamentare ,sopravvivendo a branchi di leoni mangiatori di uomini, a terribili epidemie, gli inglesi sono riusciti a portare a termine 660 miglia di rete ferroviaria.

Comunque, come unico mezzo di trasporto moderno dalle coste dell’Africa Orientale ai maggiori Altipiani dell’interno, un giro sulla ferrovia dell’Uganda è diventata un’ouverture essenziale per i “safari adventure”. Questo tragitto si può scegliere di farlo sia di giorno che di notte. Di giorno è uno spettacolo di immagini e di emozioni che non si dimenticheranno. Salvo imprevisti, dura circa 18 ore e attraversa la Savana ed il Parco Nazionale dello Tsavo, così pieno di animali che a volte il treno si deve fermare per farli passare. È un viaggio straordinario che permette di vedere pittoreschi villaggi di capanne, sobborghi urbani, animali e tanta ma tanta natura incontaminata. Di notte, invece, si parte al tramonto, l’ora più romantica e languida di tutta la giornata. Si parte da Mombasa per arrivare nella capitale kenyota al mattino. Durante la notte tutto acquista un’aria più romantica, anche le baracche dislocate ai lati dei binari, alla luce della luna sembrano brillare come antichi ed innocui spettri venuti ad ammirare il “serpente di ferro”.

Nelle carrozze invece, tra il brusio di vari dialetti africani si sente il trillo di una campanella che annuncia la cena. Il treno è dotato di un vagone ristorante dove camerieri, servono la cena, in puro stile coloniale inglese, in guanti bianchi . Con le posate in finta argenteria si può gustare un buon pranzo molto eterogeneo, ma soprattutto nei calici di cristallo si può bere un ottimo vino sud-africano. Tutto ciò mentre i camerieri, con tanto garbo, preparano le cuccette per la notte e dai finestrini si può vedere una gigantesca luna rossa che si alza dal bush e illumina il paesaggio a giorno. Al mattino la campanella squilla di nuovo: è ora di colazione. Un’abbondante english break-fast mentre si può ammirare il paesaggio africano in uno scorrere piatto e infinito della Savana. Si possono vedere piccoli branchi di gazzelle che brucano l’erba, splendidi esemplari di impala e zebre che annusano l’aria del mattino, grandi gnu solitari accovacciati qua e là e numerose famiglie di babbuini che guardano con curiosità il passaggio del treno. Nell’aria frizzante del mattino gruppetti di bambini rincorrono il treno tra risate e fischi.

Ma ora tutto ciò cambierà grazie al “Treno della Libertà”. Innanzitutto, i tempi di percorrenza verranno notevolmente ridotti. Lo stesso tragitto si farà in meno di cinque ore, aprendo così un nuovo capitolo per la storia e per l’economia del Paese. Sarà una tappa decisiva per trasformare il Kenya in un paese moderno, industrializzato e prospero. Secondo il calcolo degli economisti, il “Madakara Express” contribuirà a far crescere il PIL del Paese di 1,5 punti l’anno. Essenziale ciò, perché “gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberi dal bisogno”! (S. Pertini). Ci auguriamo che questo treno segni la strada della vera libertà, come ha segnato l’addio alle ultime vestigia del colonialismo inglese.

Perchè la libertà non consiste tanto nel fare la propria volontà, quanto nel non essere sottomessi a quella altrui. Sarà così per i kenyoti?

Credo che sia un po’ preoccupante quell’80 % dei fondi necessari per la realizzazione dell’opera trovati grazie ad un prestito di Pechino, che il governo kenyano inizierà a rimborsare tra 10 anni, quando si presuppone che la ferrovia darà i suoi utili. Per ora verrà gestita dai cinesi che, oltre ad aggiudicarsi gli appalti, si sono anche occupati dei treni, inviando vagoni merci e treni passeggeri, alquanto obsoleti. Tutto ciò perché la Cina sta cercando di favorire la circolazione di merci asiatiche in Africa. Questa sinergia ha portato molte infrastrutture nel continente africano e ne porterà molte altre, tra cui autostrade e metropolitane per collegare le strutture turistiche e commerciali sorte vicino alla rete ferroviaria.

Ma questo “Treno della Libertà”, chi renderà liberi? Non certo gli animali che già stanno soffrendo per il brusco ed indiscriminato cambiamento del loro habitat naturale…allora i kenyoti? Dopo gli inglesi i cinesi? “ L’importante non è ciò che hanno fatto di noi, ma ciò che facciamo noi stessi di ciò che hanno fatto di noi”.( J.P.Sartre ). Mi auguro che il Presidente Kenyatta abbia letto Sartre!

Rosanna Palumbo

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