8 Dicembre: la tradizione e la magia dell’Albero di Natale

dicembre 8, 2017 0 Comments Stili di vita 678 Views
8 Dicembre: la tradizione e la magia dell’Albero di Natale
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Stili di vita-di Rosanna Palumbo-

L’ all white è la tendenza di quest’anno. Ma, abbinato all’oro rosa e al rame, crea un sottotono più caldo e intrigante. Infatti, queste cromie possono donare una luce meravigliosa a … cosa?
All’albero di Natale, ovviamente. Blush, l’albero dai delicati toni del rosa pastello, come un velo di blush passato sulle guance, dona a tutto l’ambiente una luce meravigliosa. Con l’arrivo del Natale, ogni casa si trasforma in un nido in cui trascorrere le feste insieme ai propri cari, tra decorazioni, calore e cene.

Normalmente, le tendenze dell’albero arrivano dalle proposte degli arredatori e dei tanti brand che ogni anno declinano i trend di colori e design per le decorazioni dell’albero. Per chi, invece, l’albero di Natale lo fa con il cuore e non secondo i dettami della moda, l’albero perfetto è quello con tutte le palline di tutti i colori e di tutte le dimensioni che abbiamo accumulato fin da bambini, con tutto il carico di ricordi che esse portano e tutta la gioia dei tanti Natali che hanno allietato, compreso il puntale un po’ spuntato e la stella cometa un po’ sbilenca che riesce però, ancora ad indicare la strada.

Il mio è così , nonostante le nuove tendenze, non resisto al fascino della tradizione. E, come vuole la tradizione, l’otto dicembre in molte case si fa l’albero, si rispolverano palline, festoni e luci. Ma da dove arriva questa tradizione? Dove affonda le sue radici? Come tante altre tradizioni, essa prende origine dalla cultura pagana, dove una pianta sempreverde rappresentava la vita, la rinascita e la resistenza necessaria per sopravvivere ai mesi invernali. Infatti, nei giorni più freddi, per la tradizione pagana gli spiriti maligni erano più forti che mai e, per contrastarli, venivano portati in casa gli abeti, simbolo di protezione. Nel Medioevo, soprattutto nell’Europa centro settentrionale, molti riti antichi ed usi pagani rivivevano in un contesto cristiano. C’è una leggenda che racconta che, quando è nato Gesù, gli alberi si scrollarono la neve dai rami ed iniziarono a germogliare e a fiorire e, in quella notte, l’albero posto a centro del giardino dell’Eden, simbolo della caduta dell’Umanità, divenne l’albero intorno al quale l’Umanità ritrovò il perdono. Infatti i Cristiani appesero all’albero, oltre alle mele, in un primo momento delle ostie che simboleggiavano il sacrificio di Cristo e che poi vennero sostituite da dolcetti fatti in casa e, successivamente, da carta colorata simbolo delle offerte dei Magi d’oriente.

Nelle regioni tedesche, in cui era diffusa l’arte vetraria, si aggiunsero poi anche palle di vetro colorato che rappresentavano “Cristo luce del mondo”. Tuttavia, il primo vero albero di Natale, come lo conosciamo noi, fu introdotto dalla Duchessa di Brieg nel 1611 in Germania. Si narra che per le festività del Natale la Duchessa avesse fatto adornare tutto il castello con festoni e rami ma, quando si accorse che un angolo del salone delle feste era rimasto completamente vuoto, vi fece trasportare un bellissimo abete e lo decorò con quanto aveva di più bello. La stessa cosa la facciamo noi oggi, anche se non abbiamo un salone delle feste.

Tutto il mondo celebra il Natale e in tutto il mondo l’albero di Natale è uno dei simboli per eccellenza, con le sue luci, i suoi colori ed i suoi addobbi festosi. L’inizio delle festività natalizie è inaugurato in diversi paesi dalla preparazione ed accensione dell’albero che, spesso, è una vera e propria opera d’arte, come il famosissimo e maestoso abete del Rockefeller Center a New York che attira i più importanti artisti della musica e la cui illuminazione con 45 mila lucine è una tradizione che risale al 1933. Questo gigantesco abete rosso, 26 metri di altezza e 13 tonnellate di peso, dopo l’Epifania viene trasportato a Danville , suo luogo di origine, ed utilizzato per costruire case per i senzatetto.

L’abete norvegese che invece viene acceso a Trafalgar Square viene donato a Londra da Oslo fin dal 1947 ed è la dimostrazione della gratitudine per il supporto che l’Inghilterra fornì alla Norvegia durante la seconda guerra mondiale. Esso, con le sue luci, scongela un po’ l’atmosfera così British della capitale.

Che dire poi dei dodici piani di luci colorate posizionate su un cono che sorge al centro della famosa piazza di Puerta del Sol a Madrid? Hermosisimo. E l’albero galleggiante di Rio de Janeiro, o l’albero che svetta a Praga al centro di uno dei più bei mercatini d’Europa? Da rimanere senza parole.

Ma non si può non parlare dell’abete che arriva ogni anno dal 1982, dopo un viaggio di ben duemila chilometri, a Piazza San Pietro, dono dell’Arcidiocesi di Elk in Polonia. L’addobbo dell’albero, con sfere e stelle di argilla create nel laboratorio della Fondazione Contessa Lene Thun Onlus, è stato realizzato da bambini del reparto oncologico insieme ai loro genitori. Una iniziativa davvero stupenda.

E, dulcis in fundo, abbiamo il fantastico albero di Piazza Porta Nova a Salerno. Esso, alto oltre 30 metri , richiama la tradizione con le sue 280 mila lampadine a led di colore verde, che si rispecchiano nelle luci che illuminano l’incantevole centro storico. Alla presenza del Governatore De Luca e del Sindaco Vincenzo Napoli, l’elegante e simpaticissima Serena Autieri ha acceso questa splendida opera. Salerno, con le sue Luci d’Artista, è diventata l’indiscussa regina del Natale e non solo in Campania. Questo evento, famoso in tutta Italia, attira moltissimi turisti e rende questa splendida città veramente magica. Talmente magica che come scrive W.Shakespeare : “ Alcuni dicono che durante il Natale il gallo canti senza sosta, e per questo motivo gli spiriti non possono girovagare, le notti sono salubri e le fate non possono fare incantesimi, ne le streghe possono fare fatture, tanto quel tempo è santo e colmo di grazia.”

Fotografie a cura di Gaetano Clemente ( Albero di Natale a Salerno 2017)

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