La Befana, tra ricordi d’infanzia e tradizioni

gennaio 11, 2016 0 Comments Stili di vita 180 Views
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La Befana ultimamente è diventata un po’ demodé  a favore di Babbo Natale, la star delle festività invernali. Eppure, la Befana viene da molto lontano; le sue origini risalgono addirittura ai secoli X-VI a.C. e vengono rivendicate  da vari popoli: i greci , i romani ed i germanici. La Befana racchiude in se una grande varietà di tradizioni, pagane e cristiane, che si intrecciano, si sovrappongono e si modificano tra loro.

Il suo aspetto, non proprio affascinante, ha una motivazione  che si perde nelle nebbie dei secoli. L’aspetto da vecchia sarebbe la raffigurazione dell’anno vecchio e l’uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l’anno nuovo. Nella tradizione cattolica, invece, abbiamo una leggenda molto dolce e poetica: i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada chiesero informazioni ad una vecchina che si rifiutò di seguirli, ma che poi, pentitasi, si è messa a girare per il mondo per trovare questo Bambino Divino … Cammina, cammina, cammina,  si ferma ad ogni casa a dare dolciumi, nella speranza che lì possa esserci Gesù. E da allora i bimbi presero l’abitudine di mettere fuori casa le scarpe e le calze per permettere alla Befana di proseguire la sua ricerca con più comodità. Ma la vecchina, non avendone avuto bisogno, le riempiva di dolci e, con il passare del tempo, anche di qualche pezzetto di carbone ; esso nella ritualità pagana rappresentava sempre il rinnovamento stagionale, mentre in quella cristiana  aveva una funzione grossolanamente educativa, in quanto  veniva dato come punizione ai bimbi per le loro marachelle.

E chi di noi non ha avuto un pezzetto di carbone nella calza? Io si! Ricordo ancora l’ansia con cui si aspettava la mattina del 6 gennaio, il sonno interrotto ripetutamente per tendere l’orecchio ad eventuali rumori provenienti dal camino. Sì,  perché io ho avuto la fortuna di avere un camino bello grosso, dal quale  poteva passare agevolmente la Befana. Una tradizione della mia famiglia – e non solo –  ci faceva preoccupare di pulire bene il camino per renderlo più agibile e poi di eliminare i temutissimi “ cenerini”, esseri invisibili ma onnipresenti, armati di grossi libroni su cui appuntavano tutto ciò che facevamo  noi bambini. Perciò,  quando pulivamo, segretamente speravamo di eliminarli in modo che si perdesse traccia delle nostre malefatte. Poi, essendo il nostro caminetto provvisto di un foro al centro, ci infilavamo una scopa alla quale venivano appese tutte le calze…ultimamente anche dei collant,  con la speranza di avere più regali! Che batticuore, che gioia e che sorpresa nel trovare il camino pieno di pacchi colorati ed infiocchettati, così belli, così desiderati, tanto che anche se fuori c’era la neve, in quella stanza il sole brillava. Che emozione aprirli e trovare proprio quello che avevamo scritto nella nostra letterina…Non c’è che dire , la Befana era proprio magica, indovinava tutto.

Sì, perché la Befana, come pure Babbo Natale, esiste, perché ogni persona o cosa,  quando viene pensata, esiste realmente, perché è viva dentro di noi  ed essendo viva dentro di noi potrebbe anche esserlo al di fuori del semplice pensiero. Perciò, anche se  la Befana è una  semplice proiezione del nostro pensiero dell’Epifania, essa esiste: noi la facciamo esistere in quanto ognuno può essere la befana di qualcun altro. E poi, non ditemi che non avete mai incontrato per strada una “ befana “ !

 

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