400 anni dalla morte di un genio di nome Shakespeaere

aprile 25, 2016 0 Comments Stili di vita 129 Views
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400 e non li dimostra- Chi? William Shakespeare naturalmente, il Bardo di Stratford upon Avon.
La sua modernità è acclarata, universalmente riconosciuta e non è solo nella capacità di indagare il cuore e l’animo umano, i sospiri d’amore o la crudeltà, il desiderio assoluto di potere o l’incertezza e l’introspezione esistenziale, ma anche nella capacità di lavorare sul vero attraverso la finzione – costruiva mondi con le parole – e nel mostrarci il labile confine tra la vita ed il sogno.

“ Siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita. “ Shakespeare è uno scrittore calato nel suo tempo ma che lo travalica, le sue opere sollevano questioni che riguardano l’uomo fin dalla notte dei tempi e sempre lo riguarderanno e che cambiando ambientazione non cambiano nella loro essenza.

La maggior parte dei racconti svaniscono appena li finisci di leggere, ma le grandi storie sono diverse. Ti rimangono in testa, ed entrano a far parte del tuo bagaglio, non solo culturale, ma anche emotivo.
Ci si scopre a sognare di amare come Giulietta, ed essere amata come Cleopatra, di assaporare la vita fino in fondo come Falstaff e di combattere come Enrico V.

Nelle pagine di Shakespeare scopriamo cosa vuol dire amare e ridere, odiare, tradire e persino uccidere: lì dentro ci sono tutte le facce più luminose e più oscure dell’animo umano; ed un modo nuovo di guardare , oltre che agli uomini al mondo ed all’universo. Egli è il grande maestro della relatività del tutto, è il grande maestro di vita nell’ ambiguità in cui la condizione umana ci costringe , e ciò, lo rende uno di noi uno che vive ancora oggi tra noi. A lui dobbiamo l’attualissima intuizione che anche la politica è teatro, in cui il potere della parola di generare illusioni è, alla fine, l’unica verità.

Ci ha lasciato frasi, brevi passaggi divenuti saggezza collettiva, come : “Essere o non essere questo è il problema…” Ed infatti chi era Shakespeare ? Dal punto di vista strettamente biografico si sa ben poco, era stato uno degli artisti dalla fantasia più sfrenata mai apparso sulla terra, eppure di lui non si sa quasi nulla. Nè come artista, né come narratore. Quattro secoli di ricerche hanno rivelato solo pochi dati: era nato, aveva contratto un matrimonio riparatore, generato tre figli con una moglie che vedeva raramente, aveva investito in terreni, evaso le tasse, e infine era morto. Nel frattempo aveva pubblicato più di trenta opere teatrali – alcune delle quali fra le più belle mai scritte in ogni lingua ed in ogni tempo – e diverse poesie di squisita fattura.

In fondo non sappiamo nulla con certezza, non sappiamo chi ha realmente amato e come corteggiava i suoi amori. Su ciò che lo divertiva e di cui rideva con gli amici. Su ciò che lo faceva infuriare o piangere, oppure gli faceva scorrere la felicità nelle vene. Era riuscito a raggiungere la fama, rimanendo pressocchè invisibile! Dunque, chi era William Shakespeare? Ci sono prove a sostegno di tutti i vari ed innumerevoli candidati : il conte di Oxford, Bacone, Cristopher Marlowe, Henry Howard conte del Surrey (morto quarant’anni prima che la prima opera del poeta venisse messa in scena), Daniel Defoe (nato quarant’anni dopo), e non ultima Elisabetta I regina d’Inghilterra!

Ma parafrasando una sua famosa citazione oso dire : “ Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo! “ William Shakespeare anche con un altro nome conserva sempre la sua grandezza!

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